Saturday 21 November

Sala Teatro
Da 41.- a 59.- CHF

Following Landless, a solo piece presented at the second edition of the Lugano Dance Project, Christos Papadopoulos returns to the LAC with My Fierce Ignorant Step, an intimate and personal work inspired by the choreographer’s childhood memories of sound, as well as by collective experiences that bind many Greeks to the fate of their country.

A performance that celebrates the euphoria of being alive. Ten dancers bring to life an ecstatic soundscape from which the choreography emerges. Memories and sounds, voices and bodies: everything resonates like a musical instrument, gradually building a sense of shared elation.
The Greek choreographer’s new work, essential and rigorous, explores the moment when movement becomes song; a song in which the dancers’ bodies vibrate and, through them, those of the audience may also resonate.
A new, luminous and expansive work, capable of enchanting, which speaks of first times: of our encounters, of laughter, of the discovery of life, as well as of our beginnings, intense and passionate.
On stage, a collective body pulses and advances, its gaze open to what is to come.
Breath becomes voice and guides the movement – at times expansive, at times minimal, but always decisive, almost light. The bodies breathe; the breaths become sound, then voice and gesture: a gallop that grows without ceasing.

ideazione e coreografia
Christos Papadopoulos 

danzatori e collaboratori
Themis Andreoulaki
Maria Bregianni
Amalia Kosma
Georgios Kotsifakis
Sotiria Koutsopetrou
Tasos Nikas
Spyros Ntogas
Ioanna Paraskevopoulou
Danae Pazirgiannidi
Sevasti Zafeira 

consulente alla drammaturgia
Alexandros Mistriotis 

musica originale 
Kornilios Selamsis 

compositore associato 
Jeph Vanger 

scene 
Clio Boboti 

costumi
Maria Panourgia 

disegno luci
Stefanos Drousiotis 

preparazione vocale 
Apostolis Psichramis 

assistente alla coreografia 
Sevasti Zafeira 

assistente alla scenografia 
Aggeliki Vasilopoulou-Kampitsi 

assistente ai costumi
Panayiotis Renieris 

coordinamento e produzione esecutiva
Zoe Mouschi – Rena Andreadaki 

responsabile luci in tournée 
Giorgos Ierapetritis 

responsabili scenografia in tournée
Marilena Kalaitzantonaki, 
Aggeliki Vasilopoulou-Kampitsi 

fonico
Kostis Pavlopoulos 

amministratrice di compagnia 
Konstantina Papadopoulou 

distribuzione
ART HAPPENS 

un progetto di 
Christos Papadopoulos / The Lion and The Wolf 

si ringrazia 
Euripides Laskaridis,
Sotiris Melanos,
Filanthi Bougatsou 

commissionato e prodotto da
Onassis Stegi 

con il supporto di
Dance Reflections by Van Cleef & Arpels 

co-produttori 
Théâtre de la Ville – Parigi (Francia), Julidans (Paesi Bassi), Romaeuropa Festival (Italia), Théâtre d’Orléans / Scène Nationale (Francia), LAC Lugano Arte e Cultura (Svizzera), December Dance Concertgebouw Brugge (Belgio), One Dance Festival (Bulgaria), Festival de Marseille (Francia), I Teatri di Reggio Emilia (Italia) 

con il supporto del programma tournée di
Onassis Stegi 

con il sostegno economico del
Ministero della Cultura della Grecia

Come si può non provare rabbia per tutto ciò che accade intorno a noi? Come si può sopportare questa realtà? La situazione politica, l’ascesa dell’estrema destra, la corruzione, le guerre che abbiamo finito per accettare come una sorta di normalità politica, la distruzione ambientale: tutto ciò che pensavamo di non dover mai vivere è ormai qui. 
In questa realtà cupa, in cui i confini della distopia sono già stati oltrepassati, mi sono ritrovato recentemente a tornare con il pensiero ai miei anni dell’adolescenza. Ricordo quella ‘fame di vita’, la velocità, lo slancio incrollabile, la sensazione che tutto fosse possibile. Quella fiducia senza paura, la certezza che il mondo fosse davanti a noi, aperto, nostro, e che lo avremmo vissuto come desideravamo e come meritavamo. 
Questo lavoro è il mio tentativo di ritrovare quella sensazione. Di riportarla in vita. 
E insieme a essa, ritrovare quella forza, quell’ottimismo e quel senso di appartenenza collettiva. Devo ricordare a me stesso che sperare è già un atto di resistenza e che quel coraggio non era affatto ingenuo o romantico. Era reale. E lo è ancora.

Loading...