Act III

Operator

1h20’

Prenotazione obbligatoria

Sala 4

Gratuito

Dom 22.11

17:00

Act III

Operator

1h20’

Prenotazione obbligatoria

Sala 4

Gratuito

Dom 22.11

17:00

Il LAC trasmette in diretta streaming dal Whitney Museum of American Art di New York il capitolo conclusivo di Human Unreadable, progetto di coreografia generativa del duo artistico Operator. Act III è una performance multimediale che intreccia danza, arte e tecnologia, esplorando le complesse relazioni tra corpo umano e mondo digitale.

Quanto resta del corpo umano quando i suoi movimenti vengono tradotti in codice e assorbiti dai sistemi tecnologici? Da questo interrogativo nasce Human Unreadable, progetto ideato nel 2022 da Ania Catherine e Dejha Ti, fondatrici del duo artistico Operator, che giunge al suo compimento con Act III, performance multimediale presentata in prima mondiale al Whitney Museum di New York nell’ambito della mostra artport: A History of Internet Art, che celebra il 25° anniversario di artport, spazio espositivo online del Whitney Museum dedicato alla commissione di opere di net art.
Attingendo alla storia della coreografia sperimentale e del dialogo tra arte e tecnologia – da Merce Cunningham e Analivia Cordeiro fino a E.A.T. –, Human Unreadable si articola in tre atti che esplorano “il lento recupero dell’umano”. Per questo progetto, Operator ha sviluppato un metodo algoritmico capace di generare sequenze coreografiche, archiviate sulla blockchain di Ethereum. In Act I (2023), il duo ha creato 400 composizioni visive attraverso questo codice generativo, successivamente messe all’asta come NFT (Non-Fungible Tokens), ciascuna delle quali racchiudeva una sequenza coreografica nascosta. In Act II (2023), queste sequenze sono state svelate sotto forma di partiture coreografiche, rese pubblicamente accessibili attraverso la blockchain. Con Act III, il movimento torna alla sua dimensione fisica: le prime cento partiture coreografiche (#2–101) prendono vita attraverso i corpi dei danzatori, trasferendo l’arte generativa dallo schermo alla scena. Tra danza, narrazione e immagini digitali, la performance indaga le tensioni tra corpo, ambizione e tecnologia, dando forma a un percorso di progressiva riscoperta dell’umano.

Nata dalla collaborazione tra LAC e Whitney Museum of American Art, la diretta streaming di Act III si configura essa stessa come un’opera d’arte audiovisiva, con una regia multicamera e un montaggio realizzato in tempo reale, dando vita a un’esperienza unica e irripetibile. Il livestream avverrà simultaneamente anche presso altre istituzioni culturali, come HEK (Basilea), Nxt Museum (Amsterdam), PHI (Montréal) e il Victoria and Albert Museum (Londra).

ideazione e regia

Operator

testo

Operator, Paul Bennun 

musiche

RYAT

produzione creativa 

Alex Darby 

Host/Ghost/Guest

Andrew Smith

interpreti dei dialoghi 

Aaron Applebey, Julia Campanelli, alyxåndra ciale 

Siren/Ospite 

Andrea Chiampo 

restauratore 

Maddoux LaRocque 

danzatori 

Kacie Boblitt, Timothy Brausch, Genna Carey, Jenna Davis, Shizu Higa, Cleo Craft-Holloway, Annalise Gehling, Vivake Khamsingsavath, Nelson Mejia, Mia Moraru, Lili Tewes, Noah Wang 

scene 

Operator, Leticia Leon 

costumi 

Don Aretino 

disegno luci 

Seth Bernstein 

contenuti schermi 

Operator 

produzione dei contenuti video 

Typical Organization, The Hybrid Studio 

progetto grafico 

Typical Organization 

programmazione video 

Zack Lobel 

programmazione luci 

Kelley Shih 

produzione 

The Hybrid Studio Choreographic  

previsualization tool 

Operator, sviluppato da Pariah Interactive 

Act III di Operator è una produzione commissionata dal Whitney Museum of American Art

Biografia – Operator 

Ania Catherine (1990, Stati Uniti) e Dejha Ti (1985, Stati Uniti) formano il duo artistico Operator, la cui ricerca congiunta sviluppa un approccio critico e concettuale all’esperienza. Unendo le competenze di Ti, artista multimediale ed esperta di tecnologie per l’interazione uomo-computer, e quelle di Catherine, coreografa e performer, il duo dà vita a progetti che superano i confini tra i diversi linguaggi espressivi, intrecciando spazio, tecnologia e corpo.
La loro indagine sul tema della privacy prende avvio con l’installazione On View (2019), commissionata dallo SCAD Museum of Art, e prosegue con Privacy Collection, progetto articolato nel tempo attraverso una serie di opere che esplorano le tensioni tra riservatezza e trasparenza nella tecnologia blockchain. Il duo ha inoltre sviluppato due sistemi per la conservazione e la possibilità di scambio delle opere coreografiche: Operator Generative Choreography Method (2023) e Performance Operating System (2026).
Operator ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui due Lumen Prize, nelle categorie Immersive Environments (2021) e Generative Art (2023), una menzione d’onore al Prix Ars Electronica (2026), l’ADC Gold Cube (2021) e una menzione d’onore allo S+T+ARTS Prize (2021). Il duo è stato inoltre invitato a intervenire in occasione di eventi e presso prestigiose istituzioni internazionali, tra cui l’Università di Cambridge, Art Basel, ZKM, Christie’s Art+Tech Summit, Bloomberg ART+TECHNOLOGY e MIT Open Doc Lab.