“In natura la verità è sempre assai più bella di tutto ciò che i nostri poeti, gli unici autentici maghi, possono anche soltanto immaginare”, dice Konrad Lorenz, uno dei padri fondatori dell’etologia, che con le sue ricerche ha nutrito il processo creativo che ha portato all’adattamento de I miei stupidi intenti di Bernardo Zannoni. Tra le pagine del libro di Zannoni abbiamo sperimentato, amandolo profondamente, che quella verità e quella poesia di cui parla Lorenz vivono in modo spietato e doloroso nel rapporto con la Scrittura. Scrittura non è solo imparare a orientarsi nel labirinto dei caratteri tipografici, imparando a replicarli su un supporto, ma è allenarsi a stare in equilibrio su un confine. Quel confine è la scoperta del mondo. “La vita è un processo che cerca conoscenza. Vivere è imparare”, continua Lorenz.
Fare un adattamento da un romanzo è sempre un azzardo, prendi una cosa nata in un certo modo e per forza di cose la trasformi, la metti in un altro ambiente, la fai adattare, appunto. Quella creatura si deve ambientare a una nuova natura. Anche Faina cambia la sua natura nel momento in cui mette piede, zoppo come Edipo, nella terra di Volpe. E la madre, come un violento oracolo, un Tiresia inconsapevole, glielo ha pure predetto: “Se ti rompi sei dannato”. La conoscenza ti rende dannato. E lui cambia natura. E trova una verità, quella verità più bella di quello che un poeta potrebbe scrivere. Trova la scrittura. Ma trova anche il senso dell’amicizia, l’importanza dell’insegnamento e della memoria.
Quando l’umanità ha fallito, ritorna l’animale a mostrarci la strada. È stato un po’ questo il motore che, con Michele e Gabriele, ci ha portati a un adattamento in cui il mondo che oggi abbiamo di fronte trova drammaticamente spazio. La Scrittura, che è al centro del romanzo, è anche il grande catalizzatore di questo spostamento al presente, dove la memoria viene recuperata, raccolta tra le macerie di una terra bombardata, e si trasforma, trasformando noi. Fuori incombe un orrore, come lo affronto? Come lo affrontano i personaggi di questa storia?
Con la forza di chi è “figlio di nessuno” e con dignità cerca di costruire una nuova società. Con la messa in crisi del pregiudizio antropocentrico. Con la forza rivoluzionaria della letteratura.