Rame interroga l’invisibile attraverso l’apparizione e la disparizione.

Una scenografia minimale e modulabile rende lo spazio scenico in costante trasformazione. Tre donne in scena modellano, scolpisco l’aria e la materia come delle orefici o delle maestre di cerimonia. Si moltiplicano, un solo corpo, spariscono e si trasformano.

"Penso alla danza come a dei corpi che diventano spazio in movimento. Rame è nato dall’esperienza di una trasformazione. Oggi scrivo queste righe di presentazione in pieno confinamento, altro tipo di trasformazione. Con questo progetto voglio condividere un tempo nel quale dei possibili si dispiegano, nel quale l’invisibile prende lo spazio, il fantasmagorico accenna un passo e nel quale il corpo prende possesso della sua capacità di azione, concreta e sottile. Oggi ancora di più, mi sta a cuore di interrogare il visibile e l’invisibile, l’apparizione e la disparizione. Siamo presenti se non siamo visibili? Come può il danzatore/danzatrice fare apparire altro da sé? Come può dialogare con il vuoto? Allo spettatore, lo spazio per leggere e interpretare questo dialogo."
(Lorena Dozio)

Leggi di più

ideazione e coreografia
Lorena Dozio

danza
Daphne Koutsafti, Ana Christina Velasquez, Lorena Dozio 

scenografia 
Meryem Bayrem

musica
Kerwin Rolland, Carlo Ciceri

creazione luci
Séverine Rième

accompagnamento
Séverine Bauvais, Daniela Zaghini

consiglio artistico
Kerem Gelebek

produzione
CRILE/ Bagacera

coproduzione e residenza
LAC Lugano Arte e Cultura ; CCN de Caen en Normandie; Théâtre de Vanves- Vanves

residenze
Ménagerie de Verre - Paris ; Centre National de la Danse- Pantin

sostegni
Pro Helvetia; Cantone Ticino - Fondo Swisslos, Città di Lugano; Dicastero Giovani – Lugano; Fondation Ernst Göhner; Fondation Binding

partner tecnico
Lugano Center GuestHouse