Antonio Latella torna al LAC con il suo nuovo lavoro, scritto da Linda Dalisi e ispirato al leggendario personaggio di Lady Oscar – l’eroina cresciuta come un uomo per volontà del padre, simbolo di emancipazione e libertà –, qui interpretato da Sonia Bergamasco.
Oscar
Linda Dalisi / Antonio Latella / Sonia Bergamasco
© Manuela Giusto
1h40’
Oscar
Linda Dalisi / Antonio Latella / Sonia Bergamasco
© Manuela Giusto
1h40’
Oscar ha visto troppo. Ha abbandonato la casa e tutto ciò in cui credeva per osservare, come mai prima, la sua città e il suo popolo andare in frantumi. Questa presa di coscienza non le permette più di essere l’Oscar cresciuta come un maschio e introdotta all’addestramento militare dal padre, il generale de Jarjayes, al servizio della monarchia. Da quel momento qualcosa si spezza: perde gran parte delle sue certezze e, soprattutto, della propria identità, trasformandosi in un essere incompiuto.
“È questa incompiutezza – afferma Latella – che mi emoziona e mi porta a qualcosa di lontano. Qualcosa che ancora oggi faccio fatica a ricordare e quindi a riportare al cuore; proprio come Oscar, non ricordo quando è accaduto in me il cambiamento, quando mi sono reso conto di essere incompiuto e inadeguato, ma questa inadeguatezza è un potente balsamo per innescare quel processo creativo che da sempre provo a custodire e proteggere.”
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Oscar
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Oscar si sveglia in un prato immerso nella nebbia del mattino e si rende conto di non ricordare cosa ha fatto il giorno prima. Disorientata chiama il suo inseparabile amico André perché la aiuti a ricostruire l’accaduto, e quando lui appare intraprendono un viaggio nelle pieghe fumose e traballanti della memoria. Siamo nella Francia del 1789 con la Rivoluzione alle porte, Oscar è ferita, forse più di quanto voglia ammettere, tanto che confonde la sua ferita con quella del suo compagno, e non ricorda cosa sia successo il giorno prima, sulle barricate. Da subito Oscar capisce che per una ricostruzione esatta, e quindi veritiera, deve chiamare in aiuto le persone importanti, quelle che potrebbero sapere che cosa è successo in questo fatidico “ieri”. Dopo André, con cui dall’infanzia condivide addestramenti e battaglie e un legame che sconfina nell’amore, e la regina Maria Antonietta che la porta a scoprire la fragilità della corona in una Francia al collasso, Oscar incontra: il conte Fersen, colui che rompe tutti gli equilibri; la giovane Rosalie, chiave di accesso al mondo che palpita fuori dalla corte; Jeanne, che nella personale scalata, brucia come una miccia risvegliando il lato di Oscar posseduto da un incrollabile senso di giustizia. Infine l’ultimo incontro è con un uomo che “forse è Robespierre”, che porta Oscar a fare i conti con la consapevolezza di sé. Ogni incontro restituisce un frammento di quel giorno perduto, fino a condurla al momento in cui, davanti alla folla in marcia verso la Bastiglia, dovrà scegliere da che parte stare. Ricomponendo, pezzo dopo pezzo, i passi che hanno l’hanno portata a quel momento, affiorano i grandi temi dell’interiorità della donna, attraverso il riflesso nelle persone che ha incontrato: il senso di fedeltà che l’ha portata al ruolo di comandante delle guardie di Maria Antonietta, specchio della sua solitudine; il senso di sacrificio; il suo vibrare sempre più consapevole alla scoperta del proprio corpo; il suo conflittuale sentimento nei confronti di un padre che le ha condizionato la vita nel bene e nel male. Ripercorrendo le voci di questi incontri si dipana parallelamente anche il racconto della scoperta di un mondo diverso da quello che è stata abituata a servire: un mondo fatto di povertà, di lotta per arrivare a fine mese, di piatti di minestra con verdure galleggianti mentre a corte c’è chi si ingozza anche con la guerra alle porte.
Cosa è successo ieri? Oscar è lì, sceglie di disertare e conduce i suoi soldati a combattere accanto ai cittadini e alle cittadine che, come un fiume, spingono verso la Bastiglia. Ora può ricordare tutto: che il compagno di sempre è morto, anche se lei continua a vederlo accanto, come uno spettro accompagnatore. Di fronte a quel vuoto si lancia nella battaglia in nome della libertà. Questo diventa il suo lascito per le generazioni future: dare voce a chi non ha voce, accompagnare il risveglio del proprio sguardo sul mondo e la presa di posizione in difesa del riscatto sociale oltre che della libertà individuale.
Linda Dalisi
di
Linda Dalisi
regia
Antonio Latella
con
Sonia Bergamasco, Alessandro Bay Rossi, Giulia Heathfield Di Renzi, Nicola Mastroberardino, Giulia Mazzarino, Massimiliano Speziani, Beatrice Verzotti
scene
Giuseppe Stellato
costumi
Graziella Pepe
luci
Simone De Angelis
movimenti
Francesco Manetti
musiche e suono
Franco Visioli
assistente alla regia
Paolo Costantini
assistente alla regia dottorando ANAD
Danilo Maglio
produzione
Teatro Stabile dell’Umbria