venerdì 09 aprile

Sala Teatro
Da 55.- a 79.- CHF

Beppe Carletti, tastiere, fisarmonica e cori  
Cico Falzone, chitarre e cori  
Massimo Vecchi, basso e voce 
Sergio Reggioli, violino e voce  
Yuri Cilloni, voce  
Domenico Inguaggiato, batteria  

Nomadi, la band più longeva d’Italia – prima di loro, al mondo, soltanto i Rolling Stones – torna al LAC con un concerto che celebra il luogo dove da oltre sessant’anni continua a esprimere la propria essenza: il palcoscenico. 

La storia dei Nomadi nasce nei primi anni Sessanta tra Modena e Reggio Emilia, quando Beppe Carletti e Augusto Daolio decidono di fondare un gruppo destinato a diventare un capitolo imprescindibile della musica italiana. Dal debutto nel 1963 a oggi, la band continua a percorrere instancabilmente il Paese con decine di concerti ogni anno e un seguito trasversale che unisce generazioni diverse in quello che da tempo viene chiamato il “popolo nomade”. 
Determinante è l’incontro con Francesco Guccini, da cui nascono brani entrati nella memoria collettiva come Dio è morto e Noi non ci saremo, fino ad arrivare a Io vagabondo, diventato un vero e proprio inno intergenerazionale. Una storia costruita attraverso successi discografici, tournée, festival, apparizioni televisive e oltre 54 pubblicazioni, con più di 16 milioni di copie vendute. 
Accanto alla musica, i Nomadi hanno sempre affiancato un forte impegno sociale e umanitario: dal Nomadincontro, nato per ricordare Augusto Daolio, alle numerose iniziative benefiche e di solidarietà che hanno accompagnato il percorso della band. 
Ancora oggi continuano a guardare avanti: dopo gli album di inediti Solo esseri umani (2021) e Cartoline da qui (2023), impreziosito dalle firme di Francesco Guccini, Luciano Ligabue e Giorgio Faletti, i Nomadi confermano la loro capacità di rimanere contemporanei senza smettere di essere se stessi. 

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