To the woman who makes every moment unforgettable
di Joséphine Bohr
lettura scenica a cura di Fabiana Iacozzilli
con Anahì Traversi
Muette
di Lea Ferrari
lettura scenica a cura di Vittorio Parri
con Francesca Mazza, Leda Kreider
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Teatrostudio
To the woman who makes every moment unforgettable
di Joséphine Bohr
lettura scenica a cura di Fabiana Iacozzilli
con Anahì Traversi
Muette
di Lea Ferrari
lettura scenica a cura di Vittorio Parri
con Francesca Mazza, Leda Kreider
In questo testo non c’è niente di bello sulla maternità, mi è stato detto. Per me, è un’istantanea con le occhiaie e le rughe, un’istantanea di fortunata stanchezza.
To the woman who makes every moment unforgettable è una ricerca in divenire, che mescola testi originali, registrazioni e suoni in un incontro di corpi e voci di donne. Frammenti corali di un’esperienza tra le più dominanti e disgregative del nostro esistere.
Muette è un'invocazione per mia madre. Rita ha il nome della famosa cantante ma non può sentire la musica, è sorda. Sorda, ma non muta. Ha una voce, seppur poco intonata, che in passato è stata educata rigidamente dalle suore della Congregazione di Ingenbohl al Collegio Sant'Eugenio di Locarno. Un testo che invoca l'ascolto delle persone sorde, a cui togliamo un diritto ogni volta che non diamo attenzione alla loro forma di espressione, al loro modo di vedere e stare nella società, alla loro cultura.
Il lavoro di Josephine Bohr indaga temi intimi e personali in relazione alla dimensione collettiva. L’assenza, la solitudine, il lutto; nei suoi progetti al confine tra scrittura e performance le parole sono in ascolto del corpo. È autrice di Il titolo me lo trovavi sempre tu (Luminanza, 2022) e La terra trema (Museo d'Arte di Mendrisio, 2023). Con Camilla Parini è parte del programma Danse et Dramaturgie Suisse (2024/26). To the woman who makes every moment unforgettable (Prismi, 2025/26) è il suo ultimo lavoro personale.
Regista e autrice italiana, porta avanti un lavoro di ricerca improntato sulla drammaturgia scenica e sulle potenzialità espressive della figura del performer. Dal 2013 è artista residente al Teatro Vascello e dal 2017 collabora con Cranpi e Carrozzerie N.O.T. Nel 2008 fonda la compagnia Lafabbrica e dal 2011 è membro del Lincoln Center Directors Lab. Tra i suoi spettacoli: Aspettando Nil, con il quale vince l’Undergroundzero Festival di New York; La trilogia dell’attesa, vincitrice del Play Festival (Atir e Piccolo Teatro di Milano – Teatro d'Europa); Da soli non si è cattivi. Tre atti unici dai racconti di T. Tomasulo; La classe che vince il bando di residenze interregionali CURA 2018, il Premio In-Box 2019, il Premio della Critica ANCT 2019 e ottiene quattro nomination ai Premi Ubu 2019 (miglior progetto sonoro vinto da H. Westkemper). Nel luglio 2020 Una cosa enorme debutta alla Biennale Teatro 2020 e replica a REF2021. Nel 2021 è regista di Abitare il ritorno, progetto di teatro comunitario ideato da Asinitas e inserito in INCROCI – progetto di interscambio tra realtà che usano il teatro come strumento di interazione culturale – e nel progetto di scambio internazionale di pratiche teatrali Literacy Act. Nel 2022 Abitare il ritorno vince il Bando CIVIS Open/Lab/Civic engagement – Festival Teatrale “Teatro delle migrazioni”. Nel 2022 cura la mise en lecture di En Abyme per la Biennale di Venezia 2022. Nel 2025 porta in scena OLTRE - come 16+29 persone hanno attraversato il disastro delle Ande, scritto insieme a Linda Dalisi.
Selezionata per Luminanza (2023) e Prismi (2025), autrice del radiodramma "La Scuola ticinese" e di "Valchera's" prodotto dall'Unione Ticinese di Londra in occasione del 150esimo anniversario. Lavoro come agronoma e pianificatrice del territorio in Canton Ticino. Abito in Valle di Blenio.
Vittorio è un regista e produttore ticinese con base a Londra. Si è recentemente laureato alla Mountview Accademy of Dramatic Arts, ed è co-fondatore di Migraine Theatre, una compagnia di Teatro fisico e devised thetare, con il quale ha presentato ‘The Monkey’, uno spettacolo sulla salute mentale maschile. Nel 2025 ha diretto ‘Danzig’ di Sofia Reggiani, e sta preparando alla co-direzione di ‘Warewolf ‘ per il febbraio 2026. Il Valchera’s per lui rappresenta la possibilità di mettere assieme il Ticino con il Regno Unito, coniugando così il suo passato con il presente.