martedì 08 novembre

Sala Teatro
da 15.- a 49.- CHF

20:30

mercoledì 09 novembre

Sala Teatro
da 15.- a 49.- CHF

20:30

Liberamente ispirato alla vita e all’opera di Galileo Galilei, il nuovo spettacolo portato in scena da Carmelo Rifici a Andrea De Rosa – attraverso una collaborazione artistica e produttiva unica nel panorama teatrale odierno – ruota intorno ai problemi scientifici e ai grandi misteri del nostro tempo.

Scritto da Angela Dematté e Fabrizio Sinisi, il lavoro è suddiviso in tre atti e vede come protagonisti i pluripremiati Luca Lazzareschi e Milvia Marigliano, accanto ai giovani Catherine Bertoni de Laet e Isacco Venturini.
La vita e l’opera di Galileo rappresentano uno spartiacque per la nostra cultura, una chiave di volta della modernità occidentale. Tanto il suo contributo scientifico quanto la sua abiura hanno dato vita ad un’onda lunga che è arrivata fino a noi: un big bang la cui espansione si mostra oggi nella sua forma più realizzata e problematica.
Il testo di Angela Dematté vede in scena una donna, madre ed intellettuale, chiamata a raccontare per una rivista divulgativa il nuovo paradigma che la scienza sta ponendo oggi. Il lutto famigliare che sta elaborando, però, provoca un cortocircuito con i dialoghi che persegue con uno scienziato e con sua madre, e la costringe ad intraprendere un viaggio più vasto, che mette in discussione la sua visione del mondo.
Galileo è anche l’inizio di un processo storico: a partire da Galileo, infatti, il progredire dell’apparato tecnico-scientifico coincide con l’idea di progresso tout-court. Nel cannocchiale di Galileo, puntato non più verso il mare ma verso il cielo, la scienza si separa dalle discipline umanistiche e si fonde con la tecnica: da allora la potenza scientifica s’identifica con la forza dei suoi dispositivi, di cui oggi vediamo il pieno sviluppo nel sogno contemporaneo dell’intelligenza artificiale, della singolarità tecnologica, dell’automatizzazione universale. Intorno a questa ipotesi Fabrizio Sinisi sviluppa una parabola in versi sul tema di una generazione – e di una polis – che ha legato indissolubilmente il proprio destino a quello delle sue tecnologie. Galileo non è più un individuo ma una macchina, un dispositivo di trasformazione del mondo attraverso il quale l’uomo prova a fondare una nuova, diversa nozione del divino.
A legare i due testi ci saranno le parole del processo a Galileo del 1633, con i suoi personaggi e il suo linguaggio. La parte seicentesca si porrà come il punto di partenza e di irradiazione fra i diversi temi in gioco: il rapporto tra la scienza e il potere, la tradizione, la coscienza.

C’è dunque un passato storico, dove avviene l’abiura; un presente, dove una donna indaga, partendo dalla figura di Galileo, i drammi e le visioni della scienza contemporanea; e un futuro, dove, riprendendo la struttura del galileiano Dialogo sopra i massimi sistemi, si svolge un distopico simposio intorno a una tecnologia ormai elevata a nuova divinità. Tre sequenze che corrispondono ad altrettanti processi che – con diversi linguaggi e modalità espressive – indagano i destini e gli interrogativi del mondo contemporaneo e di quella che oggi chiamiamo “modernità”.

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di
Angela Dematté
Fabrizio Sinisi

dramaturg
Simona Gonella

regia
Carmelo Rifici
Andrea De Rosa

con
Luca Lazzareschi
Milvia Marigliano

e con (in ordine alfabetico)
Catherine Bertoni de Laet
Giovanni Drago
Roberta Ricciardi
Isacco Venturini

scene
Daniele Spanò

costumi
Margherita Baldoni

progetto sonoro
GUP Alcaro

disegno luci
Pasquale Mari

una produzione
LAC Lugano Arte e Cultura, TPE - Teatro Piemonte Europa, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale

in collaborazione con
Associazione Santacristina Centro Teatrale