martedì 28 febbraio

Sala Teatro
da 15.- a 49.- CHF

mercoledì 01 marzo

Sala Teatro
da 15.- a 49.- CHF

Il giovane fiorentino Giovanni Ortoleva, menzione speciale nel concorso “Registi Under 30” della Biennale di Venezia 2018, firma la regia de La dodicesima notte, considerata da molti critici la migliore commedia di Shakespeare. 

Sulle coste dell’Illiria l’amore si diffonde a ritmo endemico. Il duca Orsino è innamorato di Olivia, ricca contessa che si nega alla sua vista per onorare il ricordo del fratello scomparso. Quando nel paese arriva Viola, una giovane reduce da un naufragio che prende servizio dal duca travestendosi da uomo, la ragazza si innamora perdutamente di Orsino e fa innamorare di sé la contessa Olivia, creando un triangolo irrisolvibile. “Tempo, sei tu che devi sciogliere questo groviglio”, chiede disperata Viola quando si rende conto della situazione; e mentre i cortigiani si sfogano con scherzi atroci alle spese del cameriere Malvolio, il tempo studia una soluzione. Una commedia sorprendente, amara ma lieve, surreale ma terrena, profondamente malinconica e irresistibilmente divertente.

L’epidemia d’amore che ha preso l’Illiria avanza in modo preoccupante, trasmettendosi attraverso il solo sguardo, senza risparmiare nessuno: duchi e servitori languiscono ugualmente nei suoi dolori/piaceri, dimenticando il mondo reale e nutrendosi dei propri desideri. Una festa di passione che non può conoscere limiti e punisce duramente chi prova a contenerla. Ma cos’è, davvero, l’amore di cui tutti parlano in questo testo ambiguo e surreale? Una spinta vitale che spinge verso l’altro o una febbre che imprigiona nella contemplazione di sé? Un sentimento o un’ideologia?
Dopo aver affrontato il mito di Lancillotto proseguo con Shakespeare un viaggio nell’
amore romantico attraversando i testi che l’hanno creato, problematizzato e distrutto. In anticipo di tre anni su Don Chisciotte, Shakespeare raccontò al pubblico del suo tempo cosa accade quando le invenzioni della letteratura trionfano sul mondo che ci circonda e la fantasia si trasforma in ossessione, violenza, pazzia; un viaggio dentro quel patologico distacco dalla realtà che ritroviamo in forma pandemica nell’epoca che viviamo.

Giovanni Ortoleva

di
William Shakespeare

traduzione
Federico Bellini

regia
Giovanni Ortoleva

con (in ordine alfabetico)
Giuseppe Aceto
Alessandro Bandini
Michelangelo Dalisi
Giovanni Drago
Anna Manella
Alberto Marcello
Francesca Osso
Edoardo Sorgente
Aurora Spreafico

scene
Paolo Di Benedetto 

costumi
Margherita Baldoni 

luci
Fabio Bozzetta 

suono
Franco Visioli 

assistente alla regia
Alice Sinigaglia

assistente scenografo
Andrea Colombo

produzione
LAC Lugano Arte e Cultura

in coproduzione con
Fondazione Luzzati Teatro della Tosse, Centro D'arte Contemporanea Teatro Carcano, Associazione Culturale Arca Azzurra