Il nuovo lavoro della coreografa svizzera Lea Moro è una meditazione acustico-performativa che trasforma il processo vitale del respirare in un mezzo corale e coreografico, invitando il pubblico ad oscillare con i propri respiri.

Sei corpi si muovono sul palcoscenico sdraiati, seduti, in piedi, pestando i piedi. La distanza l’uno dall’altro è misurata dall’ampiezza dei loro respiri. I corpi si agitano, battono le mani e vibrano. Una miscela polifonica di respiri paralleli si impossessa dello spazio. Un sospiro come preludio al canto. Uno - due - tre – sette respiri nel ritmo di una voce. 
In tempi di maschere, filtri d’aria e misurazioni di aerosol, condividere l’aria diventa una questione biopolitica. Anche se i corpi hanno sempre respirato, diverse dinamiche umane, sociali ed economiche hanno plasmato la loro capacità di farlo come determinante fondamentale della vita stessa.
La respirazione onnipresente è oggetto di potere e controllo biopolitico, di devozione e sessualità, di spiritualità e connessione cosmica. Il ritmo e il tono, la (dis)tensione e la vibrazione di ogni respiro sono nostri e allo stesso tempo lo strumento del nostro ambiente. Come tale, esplorare e rilasciare il respiro è fisico, e quindi tanto doloroso quanto sensuale, piacevole ed emotivo. Relazionarsi con la propria respirazione è un’altra forma di assunzione di responsabilità, cura di sé, consapevolezza di se stessi e della nostra interdipendenza.  

coreografia e ideazione
Lea Moro

co-coreografia e interpretazione
Ana Laura Lozza
Kiana Rezvani
Lea Moro
Malika Lamwersiek
Samuel Draper
Sharón Mercado Nogales

suono
Andrés Bucci aka Futurelegend

composizione canzoni
Andreas Bonkowski
Jana Sotzko

costumi
Nina Krainer

assistente costumi
Molly McDonnell

luci
Martin Beeretz

spazio
Lea Moro
Nina Krainer

collaborazione coreografica
Kiana Rezvani

produzione, organizzazione
Hélène Philippot

collaborazione produzione
Mirjam Sadjak

testi canzoni
Harriet von Froreich (I’ll eat your breath)
Guilherme Marcondes (Are we all suffocating?)
Team collaboration (Beyond breath)

produzione
LAC Lugano Arte e Cultura
Lea Moro

Un ringraziamento a
Ana Létunic
Claudia Feest
Ignacio Jarquin
Julia Keren Turbahn

Coreografa e manager culturale svizzera, vive e lavora tra Zurigo e Berlino. Autrice di performance innovative che esaminano gli strati corporei, sociali ed emotivi delle connessioni e degli incontri umani, dal 2013 presenta le sue opere a livello internazionale.
Oltre al suo lavoro di coreografa, Moro è co-fondatrice dell'Acker'Festival di Berlino (2013/14), ha completato la sua formazione in "Systemic Organizational Consulting" presso artop alla Humboldt Universität di Berlino (2018/19) e ha frequentato un corso di formazione dal titolo "Programming in the Performing Arts" presso l'Università Paris Lodron di Salisburgo e l'Università Ludwig-Maximilian di Monaco (2019/20). Ha insegnato alla DOCH - Scuola di Danza e Circo di Stoccolma, all'Università delle Arti di Helsinki, all'HZT di Berlino ed alla Manufacture di Losanna. Dal 2020 è drammaturga associata delle produzioni del Tanzhaus Zürich.

Artista nel campo delle arti dello spettacolo, la sua pratica include coreografia, performance, drammaturgia della danza e insegnamento. I suoi interessi oggi ruotano intorno all'instabilità e al potenziale delle nozioni e degli affetti del collettivo, dell'anonimo e del residuo. Nel 2010 ha co-fondato con Bárbara Hang la piattaforma di produzione Acá No Hay Delivery, con l’obiettivo di esplorare modalità di collaborazione nella ricerca, produzione e manutenzione di opere coreografiche. Attualmente vive a Berlino.

Coreografa e performer di Teheran, vive e lavora a Berlino. Con il suo lavoro indaga memorie e narrazioni non dette, nascoste e soppresse, seguendo le tracce della storia negli strati della sua identità, trovando significati e creando nuove relazioni che sfidano le prospettive coloniali e imperiali dominanti sul Medio Oriente. I suoi lavori coreografici si concentrano sulle densità di emozioni, sensazioni e affetti, creando spazi incantati per una resilienza poetica. È co-fondatrice del collettivo cobracobra insieme a Sharon Mercado Nogales, con cui indagano i parallelismi geopolitici tra Iran e Bolivia.

Danzatrice, performer e insegnante di Berlino specializzata nell'improvvisazione all'interno degli stili di danza urbana, house, hip hop e popping. Il suo interesse principale risiede nella relazione del corpo con la musica e la narrazione di storie create durante l'improvvisazione.
Dal 2013 viaggia in vari Paesi per imparare, collaborare ed esibirsi con altri artisti hip hop e per fare ricerca sulla storia degli stili di danza afro diasporica e il loro contesto sociale.
Come parte attiva della comunità di danza urbana a Berlino, insieme al collettivo Walashé, che è stato creato nel 2018, sta organizzando jam, battaglie e classi per creare spazi per la crescita della comunità. Come performer e ballerina, prende parte alla pièce teatrale Roots a Colonia e allo spettacolo di danza Diana, Even, coreografato da Kat Valastur.

Ballerino e coreografo britannico e svedese, vive a Berlino e lavora tra la Germania e la Svezia.  Lavora con il corpo, l'immagine e il movimento in una varietà di dimensioni, basandosi sullo studio dei tarocchi, dei simboli e del campo energetico umano. Dal 2013 al 2017 è tra i danzatori del Cullberg Ballet con cui si esibisce e partecipa alla creazione di opere di Cristian Duarte, Trajal Harrell, Deborah Hay, Stina Nyberg e Jefta Van Dinther. Nel 2017 vince la borsa di studio DanceWEB e completa una mentorship di 6 mesi sui Tarocchi con Jeffrey Hinshaw di Brooklyn Fools/Cosmic Cousins. Nel 2021 cura il workshop "tarocchi, astrologia, danza" all'ImPulsTanz Vienna International Dance Festival.  Come danzatore freelance, lavora con artisti del calibro di Pavel Heidler, Winnie Ho, Mira Mutka, Together Alone e Weld Company. Attualmente collabora con Shannon Cooney, Frédéric Gies, Claudia Hill e Ania Nowak.

Classe 1994, è danzatrice, performer, coreografa di La Paz (Bolivia), ma vive e lavora a Berlino. Studia danza e coreografia presso l'Inter-università di danza HZT/UdK (2017-2021), con il progetto “Wayruru” a La Paz (2014-2016) e balletto presso l'EBO La Paz (2001-2011). Ha collaborato con diversi artisti e collettivi in Bolivia e Germania, tra i suoi ultimi lavori ci sono Earth Beings (2021) e Present images from PastFuture (2021). Attualmente sta sviluppando una pratica di danza chiamata Technocumbia come parte della sua ricerca.
Nel suo lavoro incorpora materiale autobiografico che passa attraverso un esercizio di memoria. Con l'obiettivo di creare pratiche corporee decoloniali, imposta la conoscenza dei suoi antenati e la sua esperienza di vita attuale come condizioni per ripensarle e trasformarle. Cerca costantemente di innescare lo spettro culturale attuale attraverso il corpo, lavorando con la decostruzione e i risignificanti dei suoi materiali.