Evento passato

10 novembre 2023

Sala Teatro

20:30

Tra i maggiori artisti della scena jazz contemporanea, Paolo Fresu si esibisce al LAC accanto ad una straordinaria band di musicisti – Bebo Ferra, Paolino Dalla Porta, Stefano Bagnoli –, già conosciuti nella loro formazione a quattro come il gruppo più “elettrico” del jazz italiano degli ultimi anni.

Protagonista della serata il Devil Quartet, pensato da Fresu per sviluppare in modo diverso un’idea di quartetto che si era concretizzata nell’Angel Quartet, formazione molto celebrata a livello europeo. La line up dei “diavoli” mette insieme autentici specialisti dei loro strumenti in una nuova e sorprendente versione acustica, raggiungendo un risultato finale che, come avviene sempre nel jazz ben suonato, è superiore alla somma dei singoli. La regia sapiente di Fresu governa una musica che lui stesso definisce “mélangé”, frutto di incroci di stili e linguaggi diversi, intensa, aperta, innovativa.
Riconosciuto a livello internazionale, dentro al suono della sua tromba c’è la linfa che ha dato lustro alla Nouvelle Vague del jazz europeo, la profondità di un pensiero musicale (e non solo) nonché l’enorme ed inesauribile passione che lo sorregge da sempre.

tromba, flicorno, effetti
Paolo Fresu

chitarra
Bebo Ferra

contrabbasso
Paolino Dalla Porta

batteria
Stefano Bagnoli

Onnivoro in tutti i sensi e aperto a 360° verso tutto ciò che è arte e cultura, il trombettista sardo che da poco ha girato la boa dei Sessanta, vanta un curriculum sinceramente sorprendente per un musicista italiano, avvicinandolo semmai ai pochi globe-trotter culturali che hanno fatto del viaggio e di mille esperienze diverse la loro ragione d’essere primaria. Dai tempi della banda musicale del suo piccolo paese sardo agli studi con Bruno Tommaso, dai Seminari di Siena Jazz ai grandi premi e riconoscimenti internazionali conquistati, dalle Lauree Honoris Causa dell’Università Bicocca di Milano e della Berklee School of Music americana alla oggi ex-presidenza della Federazione del Jazz italiano, dall’impegno sempre solidale ad ampio spettro nel mondo dello spettacolo ai quasi cinquecento dischi incisi lungo una carriera che ha ormai superato i quarant’anni, Paolo è ormai davvero diventato un importante e riconosciuto personaggio stimato in vari ambiti della vita pubblica e sociale del nostro paese.
Per citare collaborazioni e festival che lo hanno visto protagonista bisognerebbe stilare una lunga lista comprendente un’altissima percentuale dei nomi top della storia del jazz moderno e il 99% delle più importanti manifestazioni dedicate sul pianeta alla musica afroamericana contemporanea. Il suo impegno è implacabile e stakanovista. Basterebbe citare i trentasei anni di direzione del suo festival Time in Jazz che ogni estate richiama migliaia di appassionati in Sardegna o la sua etichetta Tǔk Music, nata quasi tre lustri fa, fiore all’occhiello delle migliori esemplificazioni di gestione di un’impresa davvero culturale capace di dare voce a decine di nuovi protagonisti dell’attuale entourage jazzistico. Se a questo si aggiungono la lunga attività didattica, le tante sue escursioni nei campi della musica classica, dell’arte pura, del cinema, della televisione, della danza, del teatro e il suo impegno sociale per Amnesty International, Medici Senza Frontiere, Emergency, Fondazione Francesca Rava, Asia e Unesco (per la quale nel 2016 e 2017 è stato Ambasciatore per i giovani italiani) il cerchio di una davvero rara, intelligente, coerente e cristallina personalità è presto delineato.

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