martedì 22 dicembre

Teatro foce
da CHF 12.- a CHF 25.-

Un testo inedito e un teatrante di razza come César Brie, regista e attore argentino di nascita, italiano di adozione, raccontano un fatto di cronaca del passato, uno degli episodi più oscuri della storia italiana.

In un cantiere abbandonato, un uomo fa cadere delle arance, il loro profumo attira quattro figure che si domandano dove si trovano: sono le anime di Giovanni Falcone e di sua moglie Francesca Morvillo e di Paolo Borsellino e della moglie Agnese Piraino Leto. L’uomo che ha gettato le arance è Tommaso Buscetta, pentito di mafia. Parte da qui il racconto in cui i cinque si raccontano, denunciano, si interrogano compiendo un viaggio lucido e amaro.

Frutto di un lavoro di ricerca durato oltre due anni, Nel tempo che ci resta porta in scena l’eroismo di Giovanni Falcone e Giuseppe Borsellino, la lotta alla mafia, le vittime, i tradimenti, i pensieri, le vicende personali e pubbliche, la trattativa, l’isolamento, le menzogne, il senso del dovere.

Uno spettacolo che non è un documentario bensì un’elegia, un atto d'amore e di gratitudine nei confronti di chi ha dedicato e continua a dedicare la vita alla collettività e rappresenta una concreta testimonianza di coerenza, etica e giustizia.

"Ogni menzogna cadrà per il suo proprio peso, e rimarrà soltanto ciò che l’amore toccò con la sua lingua."
(César Brie)

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testo e regia
César Brie

con
César Brie, Marco Colombo Bolla, Elena D’agnolo, Rossella Guidotti, Donato Nubile

allestimenti scenici
Camilla Gaetani

tappeto
Giancarlo Gentilucci

musiche
Pablo Brie, variazioni sui temi di Verdi e su "Avò" di Rosa Balistreri

arrangiamenti musicali
Matìas Wilson

luci
Stefano Colonna

foto
Laila Pozzo

assistenti alla regia
Adele Di Bella e Francesco Severgnini

si ringraziano per i costumi
Camilla Gaetani e Teatro dell'Elfo

produzione
Campo Teatrale, Teatro dell’Elfo

rassegna in collaborazione con
il Centro Artistico MAT