Romeo Castellucci, Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia 2023, torna al LAC – che quest’anno gli dedica una personale – con un’originale rilettura del wdi Goethe, portando in scena uno spettacolo visionario, arricchito dalle musiche elettroacustiche del compositore statunitense Scott Gibbons, suo fedele collaboratore.
“Indovinello numero Uno – Non vivo nel nome, ma nel marchio. Scelgo il momento, ma lui non mi vuole. Ciò che cerco mi divora. Ciò che mi divora non mi sfama. Quando ho firmato la mano era mia. Quando ho parlato la voce era di un altro. Da allora cammino in compagnia di ciò che ho chiesto. E più avanzo più il suolo diventa un filo. Il mio abito non mi scalda, non mi pesa, non mi cade. Chi sono?
Indovinello numero Due – Non creo: corrodo. Non nego il vero, lo rendo inutile. Non busso: sono già dentro. Non mento: inclino le parole. Porto luce senza calore. Consiglio strade che scendono salendo. Non chiedo l’anima: la faccio sembrare un resto. Sorrido quando acconsenti. Sparisco quando mi invochi. Chi sono?
Indovinello numero Tre – Mi spezzo in mille eppure sono uno. Chi tenta di domarmi è trovato da me. Chi tenta di ignorarmi cade nelle mie braccia. Sono il vento che piega gli alberi senza motivo. Chi mi cerca nell’errore mi trova nella regola. Sono il cuore segreto di ciò che chiami legge. Non ho forma, le possiedo tutte. Mi temono i re, mi invocano i venti. Chi sono?” (Romeo Castellucci)