Evento passato

22 novembre 2023

Teatro Foce

20:30

Vincitore del Premio Ubu 2022 come miglior nuovo testo italiano, Ottantanove della Compagnia Frosini/Timpano è un lavoro sull’attuale crisi della Democrazia vista in rapporto con la Rivoluzione francese e con il 1989, la fase che apre la nostra epoca, oggi che il concetto stesso di rivoluzione sembra aver perso concretezza.

1789: la Rivoluzione esplode in Francia, dilaga in tutta Europa e segna indelebilmente il mondo in cui tuttora viviamo. Ma che cosa ne rimane, a 230 anni di distanza? 
Elvira Frosini e Daniele Timpano – coppia di autori, registi e attori pluripremiati della scena contemporanea italiana –, attraverso la loro scrittura affilata e spietatamente ironica, scandagliano l’apparato culturale occidentale per arrivare a smascherare tutte le sue retoriche e i suoi miti fondativi; in scena sono affiancati da Marco Cavalcoli, Premio Ubu 2022 come miglior attore.  
Passato e presente, storia francese e storia italiana, modernità e postmodernità si sovrappongono all’interno di un percorso volto a mettere in crisi le nostre vite “democratiche” e l’immaginario legato al concetto di rivoluzione. È ancora oggi possibile una rivoluzione? E in che modo?

uno spettacolo di
Compagnia Frosini/Timpano

drammaturgia e regia
Elvira Frosini
Daniele Timpano

collaborazione artistica
David Lescot

con
Marco Cavalcoli
Elvira Frosini
Daniele Timpano

assistenza alla regia e collaborazione artistica
Francesca Blancato

disegno luci
Omar Scala

scene e costumi
Marta Montevecchi

musiche originali e progetto sonoro
Lorenzo Danesin

produzione
Teatro Metastasio di Prato, SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione

in collaborazione con
Kataklisma teatro, Teatro di Roma – Teatro Nazionale

 

La Rivoluzione francese ha dilagato in tutta Europa e ha cambiato e fondato il mondo in cui viviamo. Che domande continua a porci, oggi, la Rivoluzione? Che rapporto abbiamo dopo un altro Ottantanove, il 1989, con la democrazia, la politica e il potere? Quel che resta della Rivoluzione ci riguarda ancora? O è roba vecchia? Parrucche polverose da mettere nei musei? 
Ottantanove non vuole raccontare una storia, o la Storia, ma immergersi in un mito fondativo, nei materiali culturali che lo hanno prodotto e che questo ha prodotto a sua volta. L’attuale crisi della Democrazia vista in rapporto con la Rivoluzione francese e con il 1989, la fase che apre la nostra epoca, oggi che il concetto stesso di rivoluzione sembra aver perso concretezza, anche se non un suo fascino rétro. Il nostro è uno sguardo da italiani, da cuginetti d’oltralpe, lo sguardo dei parenti poveri, meno evoluti, da liberare e civilizzare. La Rivoluzione francese non l’abbiamo fatta noi. Anzi. L’abbiamo in parte subita. La Rivoluzione si intreccia con la nostra storia e con l’avvio del nostro stesso mito fondativo, il Risorgimento: il tricolore italiano nasce il 7 gennaio del 1797 in piena Repubblica Cispadana controllata dai francesi. Ma il nostro è anche uno sguardo da europei occidentali, perché nonostante tutto siamo gli eredi della Rivoluzione. Le nostre democrazie, l’Europa di oggi, tutto il mondo in cui viviamo è stato fondato allora. 
In continuità con i lavori precedenti, in cui abbiamo affrontato temi che riguardano la storia e l’identità italiana, anche per Ottantanove abbiamo attraversato un’infinità di materiali culturali – dalla letteratura alla storiografia, alla musica, alla canzone, al cinema, alla pubblicità – ricuciti, rielaborati ed immersi senza soluzione di continuità all’interno di un progetto drammaturgico originale. Così, nel testo confluiscono, accanto a materiali biografici personali e ad una scrittura immersa nel presente, più quotidiana e più dialogica, la prosa settecentesca di Vittorio Alfieri, Foscolo e Sografi, la “démesure” ottocentesca di Victor Hugo, la tensione politica novecentesca di Peter Weiss e Federico Zardi. 

“Questo lavoro evoca gente che scende in piazza, davanti a un’enorme bandiera francese afflosciata, ma in realtà è lo spettacolo di tutti noi nel vuoto civile, nel vuoto etico, nel vuoto della memoria, nel vuoto serio perché seriale. Energiche strette di mano meritano Daniele Timpano che conserva la sua timidezza eversiva bukowskiana, Elvira Frosini che è inguaribile beckettiana enigmista, e Marco Cavalcoli che apporta fairplay meditativo alla Bruce Chatwin.” (Rodolfo Di Giammarco, la Repubblica)

“La moviola di Elvira, Daniele e Marco è frenetica, densa di saperi, enciclopedica, rabbiosa e avvincente, illuminante di retroscena […] C’è molta qualità attoriale, molto rodato fraseggio, molta feconda energia nel ricorrere questa diaspora di una prospettiva reale di cambiamento.” (Gabriele Rizza, il manifesto)

“Da questo caos, da questa confusione che è quella delle nostre menti in questi anni, i tre artisti in scena sanno cavare teatro. Non è cosa semplice in questo caso, ad andare fuori tempo basta poco, a diventare prolissi e noiosi ancor meno. Ma loro, e questo è un fatto notevole, mantengono ordine nel disordine, non cadono nella trappola di dare allo spettacolo le caratteristiche dell’argomento, di fare del teatro scompigliato perché scompigliata è la mente degli uomini. Restano rigorosi e questa è la maggior rivoluzione quando la Rivoluzione è morta. Il teatro ha le sue ragioni che l’intelletto non conosce.” (Marcantonio Lucidi)

La Compagnia Frosini/Timpano nasce nel 2008 dall’incontro tra Elvira Frosini e Daniele Timpano. I loro lavori sono stati rappresentati e co-prodotti dai più importanti teatri e festival in Italia e all’estero. Tra i loro spettacoli, si ricordano Dux in scatola (2006), Reperto#01 (2006), Ecce robot! (2007), Sì l’ammore no (2009), Risorgimento pop (scritto con Marco Andreoli, 2009), Ciao bella (2010), Digerseltz (2012), Aldo morto – tragedia (2012), Zombitudine (2013), Alla città morta. Prima epistola ai romani (2014), Carne (2016), Acqua di colonia (2016), Gli Sposi (2018), Ottantanove (2021), Archeologie Future (2021), Disprezzo della donna (2022). Molti loro lavori sono stati pubblicati da vari editori e sono stati finalisti e vincitori di numerosi premi. 

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