Evento passato

22 ottobre 2023

Palco Sala Teatro

20:30

Fabiana Iacozzilli, regista romana che si è imposta sulla scena con spettacoli dal forte impatto visivo, firma la regia di En Abyme, lavoro scritto da Tolja Djoković intorno al tema dell’immersione in profondità senza fondo, dell’abisso come presenza sottile e costante. Un canto continuo in cui immagini, azioni, ambienti, suoni e parole dialogano, costruendo sensi inediti.

Alla base del testo le esplorazioni negli abissi oceanici ad opera di James Cameron: come il regista canadese raggiunse il punto più profondo della Fossa delle Marianne, così Djoković si immerge negli abissi delle dinamiche intime dell’essere umano.
En Abyme interseca e sovrappone quattro differenti livelli di narrazione: c’è il “documentario”, incentrato proprio sull’impresa di Cameron; “Lei, Lui e La Bambina”, dedicato al racconto di un rapporto padre/figlia; “L’occhio”, ovvero la lente di una telecamera che, replicando metaforicamente l’operazione del regista di Titanic, riprende la quotidianità di una donna; infine c’è “Marianne”, la voce femminile protagonista della vicenda che si contende con il “documentario” il ruolo di narratrice dell’abisso.

“Nel mio lavoro – spiega Tolja Djoković, vincitrice del bando di drammaturgia “under 40” alla Biennale College Teatro 2021/22 – fondamentale è il filo rosso della discesa negli abissi, una situazione esemplificativa di stati d’animo diversi, da un lato la paura di andare a fondo, dall’altro l’introduzione delle scoperte che può fare solo chi è pronto a correre il rischio di perdersi”. 

di
Tolja Djokovic

regia
Fabiana Iacozzilli

con
Simone Barraco
Oscar De Summa
Francesca Farcomeni
Evelina Rosselli

e con
Aurora Occhiuzzi

spazio scenico
Giuseppe Stellato

costumi
Chiara Aversano

disegno luci
Omar Scala

musica e disegno sonoro
Tommy Grieco

regista assistente
Cesare Del Beato

assistente costumi
Valentina Cerasuolo
Fabiana Amato

regia video
Raffaele Rossi
Nicolas Spatarella
Fabiana Iacozzilli

produzione
Fondazione La Biennale di Venezia, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, LAC Lugano Arte e Cultura, Cranpi, Elsinor

produzione esecutiva
Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini

con il supporto di
Carrozzerie N.O.T., Fivizzano27

si ringraziano
A. S. D. Scuola Nuoto Vomero, Casa Donelli

 

riprese video
direttore della fotografia
Francesco Savaglia

fonico video
Alberto Mancini

assistente operatore
Fiamma Olivieri

assistenti scene set
Francesco Sepe
Fabio Cosimo

attrezzeria set
Maria Esposito
Maria Pia Esposito Papa

trucco e parrucco
Cristina Correra

con
Oscar De Summa
Francesca Farcomeni
Aurora Occhiuzzi

e con
Rino Di Martino
Sofia Rumolo
Annachiara Salzano
Virginia Puzo

 

Il testo di Tolja Djoković narra il tentativo da parte di James Cameron da un lato e quello di una bambina/donna dall’altro, di riportare in superficie pezzi di un abisso inesplorato. Per quanto riguarda Cameron la sfida è quella di scendere nell’abisso Challenger – nel cuore della Fossa delle Marianne – luogo dove nessuno prima di lui era mai arrivato e tentare di riemergere con delle certezze circa quel mondo sconosciuto. Per quanto riguarda la discesa della bambina/donna, il viaggio nella sua profondità fa riemergere pezzi di vita, squarci di un passato vissuto con un padre e forse anche rimosso, momenti di solitudine accompagnati dalla sola visione del film Titanic di James Cameron.
En Abyme è un gioco di rispecchiamenti, un testo prismatico che lavorando sulla struttura ad effetto Droste ribalta continuamente il punto di vista sulle vicende narrate e ci fa interrogare su chi siamo, chi ci guarda e su cosa siamo in grado di far tornare alla luce di noi stessi. 
L’intento della regia è quello di accompagnare lo spettatore in queste due immersioni, di porsi come sguardo ulteriore su una discesa che, mentre precipita dentro un abisso grotta che ricorda il ventre materno, si fa soprattutto ricerca ostinata di un padre, di una relazione con il paterno, della volontà di essere visti e riconosciuti dal padre. 
Lo spettacolo, attraverso un dialogo costante tra il dispositivo drammaturgico a quattro voci – L’occhio della telecamera, La fossa delle Marianne, Il documentario e Le didascalie – e il dispositivo scenico che, come fosse un film da vedere e rivedere alla ricerca di una traccia mette al centro della narrazione le immagini proiettate della vita della bambina/donna, si interroga sulla possibilità di cogliere in un fotogramma della nostra vita una connessione tra un dentro e un fuori, sulla possibilità di riemergere vivi dalla Fossa delle Marianne presente in ognuno di noi.

Laureata in Filologia e letteratura italiana con una ricerca sulla lettura ad alta voce del testo poetico, inizia il suo percorso teatrale con Fanny & Alexander, con cui si forma e lavora, con Menoventi e il Teatro del Lemming. Dirige e interpreta il suo primo lavoro nel 2010, Lettere della giovane L. – performance per voce e ombra, ispirato al carteggio fra Lucrezia Borgia e Pietro Bembo. Nel 2019 conclude il corso di perfezionamento Dramaturg internazionale della Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro di ERT. Nel 2020 firma un episodio del radiodramma Hotel Blue Moon diretto da Roberto Latini e prodotto dalla Fondazione Teatro Metastasio.
Nel 2021 è consulente drammaturga per La regina della neve – Libro performatico di Eva Costa, presentato in Italia in sette puntate su Radio3 nel 2023; è dramaturg in un progetto di residenze artistiche ERT per cui cura Docenti e Alunni Danzano – DAD: Gruppo di ricerca drammaturgica e coreografica. Sempre nel 2021 vince, con il testo En Abyme, il premio Autori Under 40 della Biennale College Teatro. Il testo viene presentato come mise en lecture l’anno successivo e poi nella sua forma spettacolare completa al 51. Festival Internazionale del Teatro della Biennale di Venezia con la regia di Fabiana Iacozzilli.
Dal 2018 è drammaturga e regista del gruppo tostacarusa, fondato insieme ad Aura Ghezzi. Per tostacarusa firma e dirige Tu eri turbolenta (Quirk of fate), selezionato dalla rete Risonanze Network, Senza vivere senza – Il racconto della Mortella, lettura scenica per un’attrice e un giardino, e Discorso delle Dorotke – reading per due sorelle.

Regista e autrice, porta avanti un lavoro di ricerca improntato sulla drammaturgia scenica e sulle potenzialità espressive della figura del performer. Dal 2013 è artista residente al Teatro Vascello e dal 2017 collabora con Cranpi e Carrozzerie N.O.T. Nel 2008 fonda la compagnia Lafabbrica e dal 2011 è membro del Lincoln Center Directors Lab. Tra i suoi spettacoli: Aspettando Nil, con il quale vince l’Undergroundzero Festival di New York; La trilogia dell’attesa, vincitrice del Play Festival (Atir e Piccolo Teatro di Milano – Teatro d'Europa); Da soli non si è cattivi. Tre atti unici dai racconti di T. Tomasulo; La classe che vince il bando di residenze interregionali CURA 2018, il Premio In-Box 2019, il Premio della Critica ANCT 2019 e ottiene quattro nomination ai Premi Ubu 2019 (miglior progetto sonoro vinto da H. Westkemper). Nel luglio 2020 Una cosa enorme debutta alla Biennale Teatro 2020 e replica a REF2021. Nel 2021 è regista di Abitare il ritorno, progetto di teatro comunitario ideato da Asinitas e inserito in INCROCI – progetto di interscambio tra realtà che usano il teatro come strumento di interazione culturale –  e nel progetto di scambio internazionale di pratiche teatrali Literacy Act. Nel 2022 Abitare il ritorno vince il Bando CIVIS Open/Lab/Civic engagement – Festival Teatrale “Teatro delle migrazioni”. Nel 2022 cura la mise en lecture di En Abyme per la Biennale di Venezia 2022.

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