sabato 11 febbraio

Sala Teatro
da 15.- a 49.- CHF

Il grande bailaor sivigliano Israel Galván celebra l’Età dell’Oro del flamenco con uno spettacolo in cui fa risorgere quest’epoca meravigliosa con la collaborazione dei fratelli David e Alfredo Lagos (rispettivamente canto e chitarra). Un’interpretazione che stravolge i canoni del flamenco classico miscelando sapientemente tradizione e contemporaneità.

Nel flamenco, come in tutte le arti, storici, specialisti e critici hanno progressivamente definito i periodi di riferimento. L’Età dell’Oro del flamenco corrisponde a un arco temporale che va dalla fine del XIX secolo agli anni '30 del XX secolo. Questo periodo si riferisce in modo particolare al canto e alla danza, mentre il ruolo della chitarra si svilupperà successivamente.
Secondo questo approccio, nessun danzatore di oggi, salvo casi eccezionali, è in grado di eguagliare la qualità, la purezza e la creatività di coloro che hanno portato il flamenco al suo apice, segnando questa “Età dell’Oro”. Da allora, si è assistito a un declino del modello formale dell’arte flamenca che si era affermato in quel periodo, a un impoverimento, a una semplificazione, a incroci e fusioni, ma anche a una perdita del contenuto, del senso e dello spirito che animano quest’espressione artistica.
La voce di David Lagos, interprete che custodisce con cura i canti delle epoche d’oro, e la musica di Alfredo Lagos, chitarrista di Jerez, città natale del flamenco, accompagnano la danza di Israel Galván, brillante e ricca di un’inesauribile energia: le sue braccia e il suo busto si ispirano alle posture tecniche tipiche del flamenco tradizionale, ma il danzatore-coreografo vi apporta un tocco di modernità, facendole rivivere in chiave contemporanea.

coreografia e danza
Israel Galván

canto
David Lagos

chitarra
Alfredo Lagos

consulente artistico
Pedro G. Romero

suono
Pedro León

luci
Benito Jiménez

produzione
IGalván Company

in collaborazione con
INAEM, Instituto Nacional de las Artes Escénicas y de la Música

Nasce a Siviglia in una famiglia di artisti: sia il padre, José Galván, sia la madre, Eugenia de los Reyes, sono ballerini. Intraprende una formazione in flamenco classico, ma sin dalla sua prima creazione, ¡Mira! / Los zapatos rojos (1998), che apre la strada a un manifesto per un nuovo spirito della danza flamenca, si trasforma gradualmente in un ballerino e coreografo non classificato. Ricodifica il linguaggio fisico del flamenco, utilizzando non solo modalità espressive ad esso genealogicamente vicine, come la corrida, ma anche aspetti performativi di altri rituali della cultura popolare, dal calcio all’attivismo al crossdressing. Ogni sua creazione è una pietra miliare nella propria ricerca di una danza che cerca di liberarsi da alcune caratteristiche ereditate da un flamenco cristallizzato.
È stato insignito dei premi più prestigiosi come il Premio Nacional de Danza (Spagna), il Bessie Performance Award di New York, il National Dance Award for Exceptional Artistry (Regno Unito). Nel 2016 viene promosso al grado di “Officier dans l’Ordre des Arts et des Lettres” in Francia. Inoltre, è tra i protagonisti della docuserie di Netflix Move ed è artista associato presso il Théâtre de la Ville di Parigi.