martedì 22 novembre

Sala Teatro
da 15.- a 49.- CHF

20:30

mercoledì 23 novembre

Sala Teatro
da 15.- a 49.- CHF

20:30

Alla terza regia pasoliniana (dopo Bestia da stile e Questo è il tempo in cui attendo la grazia), il giovane regista Fabio Condemi - Premio Ubu 2021 alla regia - si confronta con la complessità di Calderón, un testo labirintico in cui coesistono molteplici piani e tracce in un continuo e ricchissimo gioco di incastri.

Calderón è probabilmente il passo più complesso nel viaggio compiuto da Pier Paolo Pasolini nel mondo della scrittura per il teatro. Un testo stratificato in cui i piani narrativi incessantemente si mescolano, si espandono e tornano in connessione, arricchendo un turbolento universo immaginativo. La scrittura e l’immaginario di Calderón de la Barca incontrano quelli di Bertolt Brecht, fortemente influenzati dalla lettura delle intuizioni di Roland Barthes. Al contempo, la Spagna franchista degli anni Sessanta e la rivoluzione studentesca si fanno terreno fertile per un’interpretazione controversa della Storia recente e della sua eredità, mentre la pittura e la tecnica di Velasquez agisce come sovrastante riferimento visivo che guida l’allestimento.
Nel prologo di Calderón, Pasolini getta una nuova luce sul concetto di rappresentazione e di relazione tra il teatro e i suoi spettatori, ponendosi in contrasto a “i competenti della nuova epoca che sta cominciando, […] che sono così informati sul presente e sulle possibilità del futuro, che ritengono decrepite le esperienze fatte lo scorso anno: e non parliamo poi del linguaggio che le esprime!”. I dialoghi platonici costituiscono una fonte drammaturgica, insieme alla psicanalisi freudiana e gli studi teologici in relazione al corpo, mentre il mondo onirico è osservato, al contempo, come prigione e come utopia.
Questo intricato labirinto semiotico, dove segni e significazioni coesistono, apre un esiguo passaggio che attraversa l’ingegnoso linguaggio del testo di Pasolini e la sua linea di pensiero. Gli spettatori sono chiamati a interrogare profondamente se stessi, a riflettere sul nostro essere nella storia, coi nostri corpi, con le nostre opere e coi nostri sogni.

Fabio Condemi è una delle figure più apprezzate nella nuova generazione di registi italiani; nel 2021 gli è stato assegnato il prestigioso Premio Ubu alla miglior regia per lo spettacolo La filosofia del boudoir del Marchese de Sade.
Per il progetto digitale del LAC Lingua Madre. Capsule per il futuro ha firmato la regia di Analisi Logica di Riccardo Favaro, lavoro selezionato all’Incontro del Teatro Svizzero 2022.

di
Pier Paolo Pasolini

regia, ideazione scene e costumi
Fabio Condemi

con (in ordine alfabetico)
Valentina Banci
Matilde Bernardi
Marco Cavalcoli
Michele Di Mauro
Carolina Ellero
Claudio Gaetani
Nico Guerzoni
Caterina Meschini
Elena Rivoltini
Giulia Salvarani
Emanuele Valenti

scene, drammaturgia dell'immagine
Fabio Cherstich

costumi
Gianluca Sbicca

luci
Marco Giusti

disegno del suono
Alberto Tranchida

assistente alla regia
Angelica Azzellini

produzione
Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, LAC Lugano Arte e Cultura

in collaborazione con
Associazione Santacristina Centro Teatrale

Lo spettacolo è realizzato all'interno del Progetto internazionale “Prospero Extended Theatre”, grazie al supporto del programma “Europa Creativa” dell'Unione Europea.