martedì 25 aprile

Sala Teatro
da 15.- a 49.- CHF

20:30

mercoledì 26 aprile

Sala Teatro
da 15.- a 49.- CHF

20:30

Il giovane fuoriclasse Giorgio Sangati porta in scena il capolavoro teatrale del drammaturgo statunitense David Mamet, dirigendo due grandissime attrici, vere funambole della parola: la straordinaria Maria Paiato e l’intensa Mariangela Granelli, sul palcoscenico insieme a Ludovica D’Auria.

Stati Uniti, fine Ottocento, un salotto, due dame e una cameriera. Tutto farebbe pensare a una trama convenzionale, un incontro tra amiche un po’ affettate, ma alla forma non corrisponde la sostanza: nella conversazione dal vocabolario ricercato fioccano volgarità e veniamo a sapere che le due dame sono state un tempo una coppia molto affiatata.
L’espressione “Boston Marriage” era in uso nel New England a cavallo tra il XIX e il XX secolo per alludere a una convivenza tra donne economicamente indipendenti da uomini. Viene subito in mente il romanzo The Bostonians di Henry James (1886), nel quale l’autore affronta senza censure il tema dell’omosessualità e dipinge l’affresco di una società in bilico tra valori antiquati e spinte progressiste, con particolare attenzione alla condizione femminile.
Dopo la separazione, Anna, la protagonista e padrona di casa, ha trovato un uomo ricco che la mantiene, e vorrebbe ora approfittare della protezione di lui per riprendere con sé Claire, appena arrivata in visita. Ma Claire non è lì per quello; è tornata per ben altri motivi e la riconquista si rivelerà molto più complicata del previsto, con colpi di scena rocamboleschi che coinvolgeranno anche la giovane cameriera, ritmando l’opera e donandole una facciata esilarante, quasi di farsa.

Voce tra le più rappresentative della scena americana – già premio Pulitzer del 1984 e più volte nominato agli Oscar per le sceneggiature cinematografiche di alcuni indimenticabili film, come Il verdetto –, David Mamet ci consegna un piccolo capolavoro teatrale che strizza l’occhio agli esperimenti brillanti di Tennessee Williams, ma, soprattutto, all’Importanza di essere Franco di Oscar Wilde. Prendendosi una vacanza dalla gravità e concedendosi il lusso del gioco, Mamet eleva a protagonista assoluto, insieme alle interpreti, il linguaggio e, di contro, il non-detto, l’allusione, la stravaganza, il paradosso. Mamet si diverte a parodiare la prosa ampollosa dell’epoca, ma dietro l’apparente assurdità si nasconde l’intento ambizioso di rovesciare la realtà attraverso uno scherzo, che mira a creare anche un po’ di raffinatissimo scandalo. Qui sta il senso anche “politico” di un testo che divertiva e allo stesso tempo stupiva il pubblico americano del 1999.

di
David Mamet

traduzione
Masolino D’Amico

regia
Giorgio Sangati

con
Maria Paiato
Mariangela Granelli
Ludovica D’Auria

scene
Alberto Nonnato

costumi
Gianluca Sbicca

luci
Cesare Agoni

produzione
Centro Teatrale Bresciano
Teatro Biondo di Palermo

in accordo con
Arcadia & Ricono Ltd

per gentile concessione di
A4 Artists Agency