giovedì 10 febbraio

Teatro foce
da CHF 12.- a CHF 25.-

  • Mascherina obbligatoria
    (> 12 anni)
  • Tracciabilità garantita

Tre storie ambientate nel futuro prossimo. Quando tutto sarà conquistato. Sarà assodato. E il presente suonerà come un passato vagamente ridicolo.

Alcuni ragazzi gay e lesbiche si sottopongono a un duro addestramento per arrivare a sembrare veri e propri neonazisti. L’obiettivo è di entrare nelle fila di questi ultimi e distruggerli dall’interno. Riusciranno a realizzare il loro progetto? E se la rabbia per i nostri diritti calpestati e per tutti i soprusi diventasse violenza, o per lo meno desiderio di organizzare gruppi di ‘vendetta’?

Il giorno del loro matrimonio, arrivate davanti alla porta della chiesa, due promesse spose scoprono di aver comprato lo stesso abito di nozze. La coincidenza suscita ilarità e scalpore tra i presenti. Tra di loro invece apre una crisi: ‘chi di noi due partorirà il nostro primo figlio?’ Non se lo erano mai chieste per davvero. E per risolvere il pesante dilemma hanno a disposizione solo 20 minuti. Gli stessi 20 minuti che le separano dal fatidico ‘Sì, lo voglio’. In una coppia lesbica quale delle due donne, a parità d’intenzione, accoglierà nel suo grembo una nuova vita? Quali sono (se esistono) i parametri che riteniamo fondamentali per stabilire chi è più meritevole di procreare?

È l’ultimo giorno in Italia di una famiglia tradizionale che ha lottato con le unghie e con i denti per resistere agli assalti della modernità. Invano. Per ogni sirena che si sente, un gay si è sposato in Italia. Per ogni bomba che deflagra, un bambino è stato adottato da coppie omogenitoriali. La situazione non è più tollerabile. Come ai tempi della guerra. E la famiglia tradizionale è costretta a esiliare lontano da questa nazione, dove ormai i diritti civili sono concessi a tutti quanti. Alla ricerca di un Paese dove i gay non si bacino, non si sposino, non abbiano figli. È il Last Family Day, un’ultima cena che ha il sapore di una sconfitta. La fine di una dinastia. Un microdramma borghese intorno ad una famiglia che vive davvero la promulgazione della legge sul matrimonio egualitario come la fine di ogni orizzonte di senso, fino alla scelta di andarsene, alla ricerca di una stabilità interna ed esterna che naturalmente - come tutte le famiglie infelici - non hanno mai avuto.

autori
Patrizio Luigi Belloli, Livia Castiglioni

soggetto e regia
Patrizio Luigi Belloli

con
Matteo Barbè
Jacopo Fracasso
Paui Galli
Elena Scalet
Andrea Tibaldi

scene
Francesca Biffi

disegno luci
Daniel Tummolillo

video
Manuele Laghi e Michela Piccinini

assistente alla regia
Livia Castiglioni

produzione
Carolina Reaper