Costruita in sei movimenti, con un’anticamera e un congedo che li incorniciano e, al contempo, ne segnano la provenienza e la proiezione, Suite Zero si dispiega come una raccolta di eventi, un’antologia di brani scanditi dal dialogo tra corpo e violoncello soli.

Pur rispettando la struttura tipica della suite, ovvero il susseguirsi di preludio, allemande, corrente, sarabande, minuetti, gigue, la tessitura dell’andamento coreografico e musicale intende costruire un paesaggio inedito di compresenze, rimandi e interazioni che scompagina il confine di un ordine precostituito, incidendo sulla percezione ritmica e temporale delle azioni. Un dialogo tra incisioni e incidenti. Da momenti di ostinazione dello stare a istanti di sospensione e evanescenza, dal tratto più individuale al tentativo di perdersi nel molteplice, di sconfinare nell’imprevedibile, Suite Zero afferma la propria natura nel deflagrare del dialogo, tra corpo e violoncello, verso la polifonia, verso la moltiplicazione delle presenze, disseminando sculture sonore e geometrie corporee.

progetto
Simona Bertozzi
Claudio Pasceri

coreografia e interpretazione
Simona Bertozzi

violoncello
Claudio Pasceri

programma musicale
F.J. Haydn
Ivan Fedele
Tak Cheung Hui
J.S. Bach
E. Dadone
Toshio Hosokawa
G. Mahler

disegno luci
Giuseppe Filipponio

produzione
Nexus 2021
Associazione Est Ovest Festival

con il sostegno di
MiC
Regione Emilia-Romagna
Comune di Bologna

residenza creativa presso 
AtelierSì – Artists in ResidenSì
Lavanderia a Vapore–Centro di Residenza Coreografica

Anticamera
F J Haydn 
Minuetto dal quartetto d’archi op 76 n 2

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Preludio
Ivan Fedele,
Preludio e Ciaccona per violoncello solo 

Tak Cheung Hui
The Mist Inside – Prologue

 

Allemande 
J S Bach
Allemande dalla Suite BWV 1007

 

Corrente 
E Dadone
Recitativi da remoto

 

Sarabande

Toshio  Hosokawa
Small Chant

(e Sarabande dalla Suite BWV 1011 in sottofondo) 

 

Minuetti
Improvvisazioni sui Minuetti dalla Suite di J S Bach BWV 1007

 

Gigue 
J S Bach
BWV 1007, Gigue 

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Congedo
G Mahler
Sinfonia n 1 , terzo movimento

Coreografa, danzatrice e performer, vive a Bologna, dove si è laureata al DAMS con una tesi su Loïe Fuller. Dopo studi di ginnastica artistica e danza classica, Simona Bertozzi approfondisce la sua formazione in danza contemporanea tra Italia, Francia, Spagna, Belgio e Inghilterra e lavora, tra gli altri, con Tomas Aragay (cia Societat Doctor Alonso-Spagna) e dal 2005 al 2010 con Virgilio Sieni. Dal 2005 conduce un percorso autoriale di ricerca e produzione in qualità di coreografa, creando lavori con diversi gruppi di danzatori e performer tra cui: performer adulti e professionisti, ma anche bambini, adolescenti e amatori, richiedenti asilo e giovani immigrati di seconda generazione.
Nel suo lavoro la coreografia appare come un territorio di eventi, un sistema architettonico in cui il linguaggio del corpo risente della compenetrazione di pratiche, pensieri e discipline che fanno dell’atto creativo un sistema multiforme e volto a misurarsi con la contemporaneità. Nel 2007 vince il concorso coreografico GD’A (Giovani Danzautori dell’Emilia Romagna) e nel 2008 fonda la Compagnia Simona Bertozzi | Associazione Culturale Nexus.
Negli anni i progetti hanno ottenuto sostegni e ospitalità da parte di importanti circuiti regionali, italiani ed europei, mediante coproduzioni e residenze coreografiche con circuitazione nazionale e internazionale. Nel 2008 è la coreografa italiana selezionata per il festival Aerowaves, The Place Theatre (Londra) e nello stesso anno con il solo Terrestre prende parte al progetto internazionale Choreoroam, sostenuto da British Council/The Place, Dansateliers/Rotterdam e Bassano Opera Festival. Con il collettivo Gemelli Kessler (Simona Bertozzi, Marcello Briguglio, Celeste Taliani) vince Il Coreografo Elettronico 2009 come miglior produzione indipendente con il lavoro di video danza: Terrestre-movement in still life. Nel 2012 il collettivo si occupa della creazione di I was wondering, opera di video danza realizzata per il centenario della nascita di Michelangelo Antonioni.
Negli anni si sono consolidate importanti collaborazioni con artisti e studiosi tra cui: Francesco Giomi direttore artistico di Tempo Reale, Enrico Pitozzi e Cristiana Natali docenti dell’Università di Bologna, Egle Sommacal musicista e chitarrista dei Massimo Volume, Angela Baraldi attrice e cantante e Tabea Martin coreografa e danzatrice con cui ha co-creato This is my last dance, lavoro che ha beneficiato di una importante circuitazione europea tra cui gli Swiss Dance Days.

Tra i più apprezzati violoncellisti italiani della propria generazione , svolge un'intensa attività concertistica. Il repertorio solistico comprende concerti di Vivaldi fino a opere di Schnittke, in esecuzioni con orchestre come l’Orchestre de Chambre de Toulouse, la Camerata Royal Concertgebouw Amsterdam, Arpeggione Kammerorchester. Una sua esecuzione del concerto di Schumann è stata registrata dalla Bayerischer Rundfunk di Monaco di Baviera. In ambito cameristico collabora con illustri musicisti, tra cui Salvatore Accardo, Pavel Gililov, Ilya Grubert, Dora Schwarzberg, Bruno Giuranna, Rohan De Saram, Rocco Filippini, Gilles Apap. Dal 2012 è il violoncellista di NEXT- New Ensemble Xenia Turin, quartetto d’archi specializzato nel repertorio contemporaneo. Tiene regolarmente Masterclass e seminari per istituzioni europee come Musicalta a Rouffach, Università del Liceu di Barcellona,  Leopold Mozart Universität di Augsburg. È stato docente di violoncello presso l’Accademia di Musica di Pinerolo. È direttore artistico del  Festival  di musica contemporanea EstOvest e condirettore di Asiagofestival, al fianco di Julius Berger.

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