domenica 25 settembre

Sala Teatro

  • Certificato COVID
    (> 16 anni)
  • Mascherina obbligatoria
    (> 12 anni)
  • Tracciabilità garantita

Wiener Symphoniker
Emmanuel Tjeknavorian
, violino e direzione
Ines Galler-Guggenberger, oboe
Patrick De Ritis, fagotto
Christoph Stradner, violoncello

Johannes Brahms
Ouverture tragica in re minore, op. 81
Variazioni su un tema di Haydn, op. 56a Franz Josep Haydn
Sinfonia concertante per oboe, fagotto, violino, violoncello e orchestra in si bemolle maggiore, Hob. I:105

Josef Strauss
Die Libelle, polka-mazurka op. 204

Johann Strauss figlio
Wein, Weib und Gesang, valzer op. 333


Il concerto verrà registrato dalla RSI

La voce ideale per la musica di Johannes Brahms è quella del violino. Può restituirne tutta l’emozione, cesellarne le sonorità trasparenti. Lo sa bene Emmanuel Tjeknavorian, che prima di dedicarsi interamente alla direzione d’orchestra si è fatto conoscere in tutto il mondo come straordinario solista con il suo Stradivari del 1698. Apprezzato proprio come solista nella scorsa stagione, Tjeknavorian è un musicista a tutto tondo e nonostante la giovane età – è nato nel 1995 – si divide tra la direzione d’orchestra e i numerosi progetti di divulgazione musicale, riservandosi qualche apparizione eccezionale da violinista.

«Brahms è uno dei compositori che sono nella mia testa, nel mio cuore e nelle mie orecchie ogni giorno. Non ho mai eseguito così spesso nessun altro compositore. Brahms è diventato un modello per me come artista perché nella sua opera è riuscito a trovare la giusta relazione tra emozione e razionalità: con Brahms, sia l’intelletto che il cuore sono profondamente soddisfatti» ha detto in occasione dell’uscita del suo ultimo disco.

Tjeknavorian si accosta lateralmente alla musica sinfonica del compositore romantico, scegliendo composizioni dal respiro più contenuto rispetto alle più eseguite e famose quattro sinfonie. Sicuramente a Brahms sembrò di ritrovare un tesoro antico quando il bibliotecario della Società degli amici della musica di Vienna gli mostrò il manoscritto del Divertimento in si bemolle maggiore per ensemble di fiati, attribuito a Franz Joseph Haydn. Amava studiare e recuperare la musica del passato, non per conservarla ma per scoprire stili, stimoli e idee da riproporre in un contesto del tutto nuovo. Il tema haydniano è il punto di partenza per nove diversissime variazioni, viene immerso in impasti orchestrali cangianti, fino allo slancio irresistibile del finale. E subito dopo Tjeknavorian ci riporta alla musica originale per fiati e orchestra di Franz Joseph Haydn, con la Sinfonia concertante nella stessa tonalità, si bemolle maggiore.