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17 gennaio 2026

Sala Teatro

20:00

Metropole Orkest 
Jules Buckley direttore 
Ledisi voce 

Ledisi, la straordinaria voce di New Orleans che ha conquistato il panorama musicale internazionale con il suo mix di jazz, soul e R&B, arriva per la prima volta al LAC con un tributo emozionante a Nina Simone, icona della musica jazz. In questo sentito omaggio, la potenza vocale di Ledisi si fonde con gli arrangiamenti sofisticati della Metropole Orkest, la più grande orchestra al mondo specializzata in musica jazz e pop, creando una nuova dimensione sonora per il repertorio di Nina Simone.  

Atto di trasmissione e celebrazione che riafferma la forza rivoluzionaria della musica di Nina Simone, il concerto di Ledisi con la Metropole Orkest è un ponte tra passato e presente. Con il suo timbro caldo e l’impressionante capacità interpretativa, Ledisi non imita Simone, ma porta alla luce la sua verità emotiva, offrendo una rilettura rispettosa ma personale. La Metropole Orkest – ensemble olandese che combina gli stili del jazz, della big band e dell'orchestra sinfonica classica – amplifica le sfumature espressive del repertorio, arricchendo l’esperienza con arrangiamenti che enfatizzano la profondità emotiva dei brani. Non un semplice tributo, ma un’esplorazione che restituisce alla musica della Simone la sua complessità, rinnovandone l’eredità e confermando la sua attualità. Un’occasione unica per riscoprire una delle artiste più potenti del Novecento, creando una connessione tra generazioni e culture diverse attraverso la potenza universale della sua musica. 

Poche figure hanno segnato la musica del Novecento con la forza e la radicalità di Nina Simone. 
Cantante, pianista, compositrice e narratrice musicale per eccellenza – una “griot”, come avrebbe imparato a definirsi adottando il concetto di poeta-cantore dell'Africa Occidentale – trasformò il suono in racconto, creando attraverso la musica un’eredità di liberazione, passione ed emancipazione. La sua arte – radicata in una rigorosa formazione classica e aperta a jazz, blues, folk e canzone popolare – si fonda su un principio irrinunciabile: l’onestà emotiva, cioè l’approccio sincero e senza compromessi. È proprio questa linea espressiva a unire l’intero arco della sua produzione che – da I Loves You Porgy (1959) fino a A Single Woman (1993) – le è valsa il titolo di “High Priestess of Soul” (“grande sacerdotessa del soul”). Ogni sua performance sapeva sospendere il tempo come un incantesimo, assorbendo l’ascoltatore in un’esperienza totale. 
Una figura femminile, nera, attivista, creatrice e musicista dotata di una forza tale che non poteva non segnare in profondità anche il percorso della musicista newyorkese Ledisi. 
Il suo legame con Nina Simone risale all’infanzia: «Mia madre ci svegliava con Mississippi Goddam», racconta, «pensavo fosse una canzone di mia madre». Cresciuta in un ambiente in cui la musica era uno strumento di consapevolezza, Ledisi ha riconosciuto in Nina Simone una guida capace di attraversare generi e linguaggi, a partire da una comune formazione classica: «Non sono una cantante R&B preconfezionata, ma molto di più. Ho studiato musica classica e, se è vero che vengo amata per l’R&B, la mia casa si estende in molti altri ambiti – proprio come Nina». 
Un legame divenuto vitale in un momento di profonda crisi personale. «Nel momento più buio», confessa Ledisi, «Nina mi ha salvato la vita». L’ascolto di Trouble in Mind segnò una svolta: «Era Nina che cantava tutte le parole che descrivevano il mio stato d’animo». Da allora, l’opera di Simone è rimasta una presenza costante per Ledisi. 
In Ledisi Sings Nina, Ledisi non cerca l’imitazione, ma il dialogo profondo. «Mi piace onorarla riprendendo alcune cose che faceva, ma non cerco di essere lei. Voglio essere me stessa mentre la onoro, perché non ci sarà mai un’altra Nina Simone». Da qui nasce un’interpretazione che mantiene viva l’energia originaria dei brani, restituendola al presente senza smarrire il peso emotivo e politico. La voce di Ledisi – un mezzosoprano di quattro ottave – è duttile, libera e autorevole, ma anche espressivamente urgente. «Non basta cantare le note: devi cantare la vita che c’è tra le note». 
L’apertura ai vari linguaggi musicali trova un naturale interlocutore nella Metropole Orkest, una delle orchestre più autorevoli al mondo nel connettere scrittura sinfonica e musica “con groove”, nel muoversi con naturalezza tra jazz, soul, pop e world music. «Il percorso musicale di Nina Simone resta straordinariamente attuale» afferma Jules Buckley, direttore della Metropole Orkest. «Il profondo impegno sociale risuona chiaramente nella sua opera e portare quell’eredità nel presente – con la Metropole Orkest e con un’artista intensa come Ledisi – è un vero onore». 

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