venerdì 19 aprile

Palco Sala Teatro
25.- CHF

sabato 20 aprile

Palco Sala Teatro
25.- CHF

La scrittura scenica del regista premio Ubu Fabio Condemi dispiega una raccolta di racconti notturni all’insegna dell’horror e dell’insolito, restituendo lo stile e la prosa di Thomas Ligotti – scrittore statunitense tra i più significativi e immaginifici della sua generazione, vincitore di tre Bram Stoker Award –, nonché la sua capacità di insinuarsi negli spiragli della fragilità umana per inquietare la realtà.

Su questa traccia, lo sfondo diventa protagonista e i personaggi appaiono figure indistinte, sole e fragili, sulla soglia del sonno, in balia di allucinazioni che stravolgono la loro percezione della realtà e ne demoliscono le impalcature della coscienza, fino a essere condotti faccia a faccia con l’incubo: uno scrittore e studioso, ossessionato dalla figura di Medusa, vive esperienze allucinatorie che lo portano a scoprire il cuore dell’orrore; una bambina perseguitata dagli incubi cerca di annientare i sogni e le illusioni della vita; uno strano dottore conduce disturbanti esperimenti sulla nostra coscienza.
In una galleria d’arte desolata si scoprono inquietanti installazioni, video, nastri registrati che ricordano quanto sia fragile la realtà, e ancora culti antinatalisti, incubi labirintici, visioni ipnagogiche e, sullo sfondo, la città desolata e desolante.

“Se il diario ha il compito di registrare le attività del giorno – commenta Condemi –, il nottuario serve ad appuntare il resto, non tanto quello che succede di notte ma quello che si cela nelle pieghe del giorno. La notte come spaziotempo della febbre, della confusione tra io e non più io, come spazio ipnagogico, come soglia. Credo che l’opera poetica, saggistica, narrativa e perfino musicale di Ligotti sia caratterizzata proprio da questo ostinato farsi spazio negli slittamenti, negli spiragli del reale. Il cuore dell’orrore è l’unico modo per sfuggire all’orrore e la scrittura stessa si fa ventriloquio, prende strade inesplorate in cui non importa chi sia l’io che parla. Se c’è una funzione della narrativa weird è proprio quella di ‘ripristinare un po' della stupefazione che talvolta proviamo, e che probabilmente dovremmo provare più spesso, davanti all’esistenza.”

ispirato alle opere di
Thomas Ligotti

drammaturgia e regia
Fabio Condemi

con
Julien Lambert
Francesco Pennacchia
e un’attrice in via di definizione

scene e drammaturgia dell’immagine
Fabio Cherstich

musiche originali
Paolo Spaccamonti

sound design
Andrea Gianessi

assistente alla regia
Angelica Azzellini

produzione
Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, LAC Lugano Arte e Cultura, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, TPE – Teatro Piemonte Europa, Teatro Metastasio di Prato

Trailer