sabato 22 aprile

Palco Sala Teatro
da 12.- a 25.- CHF

domenica 23 aprile

Palco Sala Teatro
da 12.- a 25.- CHF

Francesca Garolla, autrice attiva sulla scena italiana e francese, firma testo e regia di Se ci fosse luce, lavoro in cui indaga il tema del libero arbitrio e delle sue possibili conseguenze.

La famosa telefonata, tra Valerio Morucci e Francesco Tritto, che annuncia la morte del deputato Aldo Moro diventa per l’autrice il punto di partenza e pre-testo, innesco per riflettere su una storia che sembra ancora condizionarci.
Riflettere su una storia che pare essere riservata agli uomini, agita e scritta da loro, e dalla quale le donne sembrano essere escluse. Ma è davvero così?
In scena non ci sono né Morucci né Tritto. Solo due uomini e due donne.
Uomini che incarnano un passato che ha condizionato il presente e donne che vogliono indagare questo passato per costruire il loro futuro.
Attraverso una struttura che segue, in maniera trasfigurata, le fasi di un processo, Garolla propone un nuovo modo di leggere la storia, di venire a patti con essa.
Nella convinzione che sia necessario allontanarsene senza per forza dimenticare, condannare o perdonare, per poter dare finalmente buona sepoltura a tutti i morti, reali e metaforici, di quegli anni.

“Quali sono i segni di una storia collettiva che ognuno di noi porta dentro di sé? Quali sono le ferite inflitte al futuro, che non siamo in grado di guarire nel presente? […]
‘Se ci fosse la luce, sarebbe bellissimo’, scriveva Aldo Moro.
Ma se non ci fosse la luce, qualcuno avrebbe pietà delle nostre colpe?”.
– Dalle note di regia di Francesca Garolla

“Dopo aver indagato una “libertà assoluta” (in Tu es libre), che evita di confrontarsi con i concetti di male, colpa e responsabilità, con Se ci fosse luce concentro la mia riflessione su cosa invece accade dopo una libera scelta: quando delle idee rimangono fatti e degli atti rimangono le conseguenze.
Quando la colpa entra nella libertà e, augurabilmente, la pietà entra nella colpa.
Quali sono i segni di una storia collettiva che ognuno di noi porta dentro di sé? Quali sono le ferite inflitte al futuro, che non siamo in grado di guarire nel presente?
Come influisce su di noi e sugli altri ciò che facciamo o che subiamo?
Qual è il prezzo delle nostre azioni? Cosa lasceremo ai nostri figli? Cosa lasceremo ai figli dei nostri figli?
"Se ci fosse la luce, sarebbe bellissimo", scriveva Aldo Moro.
Ma se non ci fosse la luce, qualcuno avrebbe pietà delle nostre colpe?”
– Dalle note di regia di Francesca Garolla

testo e regia
Francesca Garolla

con
Giovanni Crippa
Angela Dematté
Paolo Lorimer
Anahì Traversi

disegno luci
Luigi Biondi

assistente alla regia
Francesca Merli

produzione
LAC Lugano Arte e Cultura

in coproduzione con
Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale

Texte réalisé dans la cadre de résidence de la Cité Internationale des arts de Paris – Lauréat 2020, avec le soutien de K10-Kunzarchive - Lugano

Texte sélectionné dans le cadre de Artcena – aide à la création 2022 (Centre National des arts du cirque de la rue et du théâtre)