Agile, dirompente, sfuggente alle definizioni di genere e duttile nell’allestimento scenico, "Pane o libertá" mescola la figura del primo Arlecchino, quello che possedeva il biglietto di andata e ritorno per l’al di là, a quella che fu poi una delle sue evoluzioni come intrattenitore popolare capace di spaziare dalle stalle al cabaret.

“Pane o Libertà” è lo spettacolo di Paolo Rossi nato nel periodo di lock down che unisce sapientemente stand up applicata al teatro shakespeariano, commedia dell'arte e commedia greca.... Lo spettacolo è divenuto simbolo della riapertura dei teatri è stato il primo in Italia ad essere andato in scena dopo la quarantena il 4 giugno 2020 al Teatro Comunale di Bolzano. Rossi, accompagnato in scena dalla band degli Anciens Prodiges composta da Emanuele Dell’Aquila, Stefano Bembi e Alex Orciari, è autore di un teatro capace di incantare il pubblico e di stare in ascolto, di vivere e adattarsi alle sue reazioni, sera dopo sera, giorno dopo giorno. Un teatro di emergenza che si riappropria del ruolo di contastorie per dare conforto agli spettatori «Vorrei fare qualcosa che dia al mio essere comico, una via di fuga verso il teatro sociale, nella poesia del buffo e della magia. In questi tempi di emergenza che non permettono di immaginare il futuro che ci spetta, userò i teatri per promuovere me e i miei musici/ commedianti come contastorie disponibili ad accompagnare matrimoni, battesimi, funerali, marce e sommosse, riunioni di condominio ad alta tensione, serenate di insulti o d’amore….e con il loro l’aiuto reciterò non al pubblico ma col pubblico, perché qui s’improvvisa, mica si replica! E la quarta parete l’abbattiamo e la tiriamo giù, almeno lei – da adesso in poi - riposi in pace». 

Agile, dirompente, sfuggente alle definizioni di genere e duttile nell’allestimento scenico, "Pane o libertá" mescola la figura del primo Arlecchino, quello che possedeva il biglietto di andata e ritorno per l’al di là, a quella che fu poi una delle sue evoluzioni come intrattenitore popolare capace di spaziare dalle stalle al cabaret.

«Giocando con l’illusione di mettermi sul palco rievocherò i miei sogni lucidi, fatti da storie che aiutano a resistere, costretti a scegliere tra il lavoro o la libertà, tra la salute o la libertà, insomma …tra pane o libertà (slogan rubato non mi ricordo a quale pagina de “La Peste” di Camus) o a non scegliere proprio» prosegue Rossi. «Sono storie di oggi e di dopodomani mie o rubate ai miei maestri, come loro le rubarono ai loro. Sto parlando di Jannacci, Gaber, De Andrè, Fo, Strehler, dei comici del Derby e di altri sconosciuti. Ovviamente in questo Olimpo non può mancare sul trono il grande Willy (William Shakespeare), il re dei ladri».

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di e con
Paolo Rossi

musiche dal vivo
Emanuele Dell'Aquila, Alex Orciari, Stefano Bembi

produzione
Teatro Stabile di Bolzano / Teatro Stabile del Veneto

fotografie
MoniQue foto

sponsor di spettacolo
Percento culturale di Migros Ticino