sabato 28 novembre

Sala Teatro
da CHF 20.- a CHF 49.-

domenica 29 novembre

Sala Teatro
da CHF 20.- a CHF 49.-

Fedra Esiste.
Vive in un momento.

Quel momento nitido in cui ti senti abbandonato, slacciato da un legame, sradicato dalla terra dove ti eri consolidato nel tempo, sofferente nella solitudine ma sollevato dal giudizio. Il momento in cui ti scopri orfano del cielo. Le lacrime cadute hanno irrigato la terra del domani e tu sei rinato, germogliato, spinto verso l’alto da una nuova passione. La passione sconsiderata. Senza controllo. Il momento in cui lo perdi, il controllo, e distruggi la tela dell’attesa in favore del tuo desiderio più scorretto. Vivere nel bosco, insudiciare il palazzo con le impronte sporche del fango del peccato: animali feriti che cacciano per nutrire soltanto il piacere. Nessuno può metterci una mano sul capo per ricordarci il giusto, ridicoli davanti ai nostri figli, i genitori sbiadiscono nel tempo, non sentiamo nemmeno più le loro raccomandazioni amorevoli e così anche Fedra in Seneca non può più udire le divinità Afrodite e Artemide, scomparse nella memoria dei vecchi testamenti. Soli. Siamo solo noi a dover convivere con le nostre azioni, noi a imporci nella responsabilità dell’esistenza. La possibilità di tentare, di osare. Desiderare l’errore. Concedersi Il fallimento.Possiamo chiedere a Fedra di urlare il nostro amore impossibile, fino all’ultimo fiato, fino a quando rimarrà senza voce e tornerà una muta assenza. Fedra è un corpo che chiede, occhi nuovi che uccidono occhi vecchi. Fedra fa ridere e fa paura, come una lotta costante nel profondo, un combattimento tra quello che abbiamo imparato e quello che vogliamo dimenticare. Con il rischio del divertimento. Voglia di stupidaggini.

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adattamento di
Leonardo Lidi su testi di Seneca, Euripide, Ovidio

regia di
Leonardo Lidi

con (in ordine alfabetico)
Alessandro Bandini, Christian La Rosa, Francesca Porrini, Maria Pilar Pérez Aspa e cast in via di definizione  

disegno luci
Pierfranco Sofia

partner tecnico 
Fondazione Claudia Lombardi per il teatro

produzione
LAC Lugano Arte e Cultura

Classe 1988, si diploma alla Scuola del Teatro Stabile di Torino. Parallelamente alla parte attoriale sviluppa un percorso registico e drammaturgico confrontandosi sia con autori contemporanei sia con i grandi classici. Nel 2016 il Teatro Stabile di Torino gli affida la regia dello spettacolo per teatro ragazzi Peter Pan – Il sogno di Wendy e crea una trilogia teatrale sui testi di Natalia Ginzburg intitolata Qualcuno che tace, ideata in occasione delle celebrazioni della scrittrice. Nel 2018 presenta alla Biennale di Venezia il suo Spettri da Ibsen, premio di produzione del bando registi under30 creato dal direttore artistico Antonio Latella. Nel 2019 lavora con Corte Ospitale di Rubiera (Reggio Emilia) a due testi contemporanei: Proprietà e Atto di Will Eno e Il dito di Douruntina Basha, presentato al Festival delle Colline di Torino. È attore nel ruolo di Socrate in Studio sul Simposio di Platone diretto da Andrea De Rosa; Amleto nell’omonimo spettacolo firmato da Valter Malosti, con il quale aveva già affrontato Shakespeare nel ruolo di Bottom per il suo Sogno di una notte di mezza estate; Agamennone nel ciclo Santa Estasi diretto da Antonio Latella; Raskolnikov in Delitto e castigo con la regia di Kostantin Bogomolov e Memorie di un pazzo per la regia di Levan Tzuladze; il Generale Akhtar in Afghanistan: the great game diretto da Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani; Cecè ne L’isola dei pappagalli con Bonaventura prigioniero degli antropofagi diretto da Antonio Latella.