Vincitore del Grand Prix de littérature dramatique, Au Bord dell’acclamata drammaturga francese Claudine Galea viene qui messo in scena da Valentino Villa e interpretato dalla pluripremiata attrice italiana Monica Piseddu.

Al centro dello spettacolo vi è una foto: una donna porta un’uniforme e tiene stretto un uomo al guinzaglio. Scattata nella prigione di Abu Ghraib ed apparsa sul Washington Post il 21 maggio del 2004, l’immagine - terribile documento - porta con sé l’impronunciabilità, l’inafferrabilità, l’orrore dell’atto di violenza. La sua irrappresentabilità. Ma è sulla donna che si concentra l’attenzione dell’autrice: a partire dall’inconfessabile attrazione per questa figura femminile, per la sua oscenità, si incatenano nella testa e nel corpo di chi parla diverse figure femminili. Un libero quanto pericoloso scivolare dalla figura della soldatessa a quella dell’amante - da cui Galea stessa è stata abbandonata - fino alla madre, figura torturatrice.
Au bord si interroga sulla natura dell’immagine e sul rapporto d’interdipendenza fra queste, la psiche e il pensiero.

di
Claudine Galea 

traduzione
Valentina Fago 

regia
Valentino Villa

con
Monica Piseddu 

produzione
369gradi 

in coproduzione con
LAC Lugano Arte e Cultura
Romaeuropa Festival
Triennale Milano

con il sostegno di
Toscana Terra Accogliente, Olinda