• Test covid disponibile al LAC
  • Mascherina obbligatoria
    (> 12 anni)
  • Tracciabilità garantita

European Philharmonic of Switzerland
Charles Dutoit
, direttore
Martha Argerich, pianoforte

Igor’ Stravinskij
Jeu de cartes, balletto in tre mani

Maurice Ravel
Concerto per pianoforte e orchestra in sol maggiore

Antonín Dvořák
Sinfonia n. 9 in mi minore, op. 95 Dal nuovo mondo


(senza intervallo)

Ad ogni concerto i giovani musicisti della European Philharmonic of Switzerland si distinguono per energia, vivacità ed entusiasmo, insieme all’esperienza e alla professionalità che la compagine si è guadagnata come erede della Gustav Mahler Youth Orchestra (GMJO) – l’orchestra giovanile voluta da Claudio Abbado.
Fondata nel 2015, l’orchestra unisce diverse “generazioni” di giovani musicisti dai 20 ai 35 anni di oltre 20 nazionalità, tanti già membri della GMJO e impegnati nelle principali orchestre europee.

La EPOS e Charles Dutoit si sono già incontrati in occasione dei concerti al Festival di Montreux nel 2018: «Quando ho iniziato con l’orchestra sono rimasto molto stupito di quanto velocemente siamo giunti al risultato, veramente spettacolare in soli due giorni. Sono pieno di ammirazione, hanno dei grandi solisti ed è molto facile lavorare con loro», racconta Dutoit.

In quell’occasione c’era anche Martha Argerich, che con Dutoit condivide un profondo rapporto artistico e personale. Come il pubblico di Lugano ricorda bene grazie al “Progetto Martha Argerich”, una reciproca fascinazione lega la pianista argentina alle nuove generazioni di musicisti: mito di tanti giovani pianisti, è stata instancabile nel cercare per loro occasioni di affermazione e crescita.
«Che piacere ascoltare il mirabile equilibrio che si instaura tra Martha Argerich e l’orchestra. E se il piacere è totale, è certamente perché rende tangibile l’ispirazione musicale che Martha Argerich suscita nei musicisti intorno a lei... Con quale avidità musicale li cerca per dialogare meglio! Martha Argerich non suona verso il pubblico: è rivolta verso l’orchestra. Vuole farne parte, attinge dagli altri per poi reinventarsi meglio nelle pagine che ha esplorato più e più volte», scrive Thomas Muller per Bachtrack, descrivendo il concerto del 2018 a Montreux.
“Cosa determina la scelta del repertorio? Il carattere? Il temperamento? Martha Argerich: Penso che sia il temperamento. Penso di avere un temperamento giovane. Non nella vita, ma quando suono. Credo.”