Tra le figure più rilevanti della scena contemporanea, il coreografo americano Trajal Harrell – Leone d’argento alla Biennale di Venezia 2024 – firma un solo intimo e intenso sulla trasformazione del corpo, del cuore e dei pensieri nel corso del tempo.
L’unicità dello stile di Trajal Harrell risiede non solo nella capacità di intrecciare linguaggi e storie della danza apparentemente distanti tra loro, ma anche nel sottile umorismo che attraversa e anima i suoi lavori.
Dopo oltre vent’anni di attività come danzatore e coreografo, Harrell – nominato “Dancer of the Year” dalla rivista Tanz Magazine nel 2018 – ha trovato il contesto ideale per dare forma a un’idea che lo accompagna da tempo. Con Music Music firma il settimo capitolo della serie Histoire(s) du Théâtre e si concentra su un elemento centrale della sua pratica artistica: la musica.
Per Harrell, la musica non è semplice accompagnamento o stimolo al movimento, ma memoria sedimentata, archivio vivente di esperienze e di storia. In un nuovo contesto coreografico, l’artista torna alle musiche che hanno abitato la sua coscienza nel corso degli anni. Riascoltare, rivisitare, risentire: che cosa affiora dopo il passare del tempo?