Il grande bailaor sivigliano, conosciuto per la sua ricerca d’avanguardia sul flamenco classico, si esibisce in un assolo che rappresenta una personalissima riflessione sul concetto di ballo senza musica. 

Galván si fa protagonista di un’esperienza radicale, danzando da solo, senza accompagnamento musicale né nessun altro supporto: “Cerco di riportare la danza alla sua essenza, magari il risultato non è gradevole, ma per lo meno è puro”.
Un esperimento realizzato anche presso la Fondazione Hermès per la danza di Parigi (2007), la Dia Art Foundation di New York (2008), il Guggenheim di Bilbao e il Mercat de les Flors di Barcellona.

direzione artistica, coreografia e danza
Israel Galván


assistente di direzione
Balbi Parra
 

direttore tecnico
Pablo Pujol
 

suono
Pedro León
 

produzione
IG Company
 

in collaborazione con
INAEM

Israel Galván 
Nasce a Siviglia nel 1973 e, fin dall’infanzia, apprende la danza grazie al padre, il ballerino José Galván. Segue poi un corso di flamenco classico ma, sin dalla sua prima creazione ¡Mira! / Los zapatos rojos (1998), che apre la strada a un manifesto per un nuovo spirito di danza flamenca, si è gradualmente trasformato in ballerino non classificato e coreografo.
Galván ricodifica il linguaggio fisico del flamenco, usando non solo modi di espressione genealogicamente vicino ad esso, come la corrida, ma anche aspetti performativi di altri rituali della cultura popolare, dal football all’attivismo e travestimento. 
Quello di Galván è uno stile virtuoso e rinnovatore all’interno della grammatica flamenca, con un’estetica che unifica in modo significativo l’approccio contemporaneo e quello tradizionale.
Israel Galván è stato insignito dei premi più prestigiosi come il Premio Nacional de Danza (Spagna), il New York Bessie Performance Award, il National Dance Award for Exceptional Artistry (UK). Nel 2016 è stato promosso al grado di “Officier dans l’Ordre des Arts et des Lettres” in Francia.