giovedì 05 agosto

Agorà
10.- CHF

Maria Mazzotta, voce

Vince Abbracciante, fisarmonica

Ex voce del “Canzoniere Grecanico Salentino”, Maria Mazzotta è arrivata ad essere una delle voci più apprezzate del panorama della world music europea. 
Amore Amaro è il suo primo disco solista: un’intensa e appassionata riflessione, da un punto di vista femminile, sui vari volti dell’amore: da quello grande, disperato e tenerissimo a quello malato, possessivo e abusato. Un percorso originale che passa dagli stornelli ai brani di tradizione, senza tralasciare alcune pietre miliari di Domenico Modugno e della grande cantautrice siciliana Rosa Balistreri: Nu me lassare, una dolorosa ballata d’amore, un’invocazione a chi non c’è più, e Amoreamaro, una pizzica, tradizionalmente usata per risanare le “tarantolate”, sono le invocazioni musicali destinate a questo mondo e periodo “malato”.

“Poliglotta. La lingua degli angeli”

Scriveva John Cage negli anni ‘50 che per stare nella contemporaneità ci vogliono più occhi e orecchie di quelle che abbiamo “naturalmente” in dotazione. E aveva ragione. Oggi per parlare ai nostri cuori induriti da oltre un anno di pandemia e di futuri incerti forse, oltre ad aver bisogno di più occhi e più orecchie, necessitiamo anche di più lingue. Più lingue per intercettare e tradurre i messaggi degli angeli e metterci in vibrazione con le lingue del fuoco e dell’energia, le lingue della morte e della resurrezione, le lingue dei numeri e quelle dei sogni, le lingue dell’elettricità e quelle degli abbracci.

Questa sezione del LAC en plein air farà vibrare le lingue: quelle degli angeli nascoste nella forza dei suoni e quelle parlate, dai dialetti locali come il pugliese o il catalano a quelle internazionalmente riconosciute e riconoscibili come il castigliano fino a quelle assolutamente incomprensibili come l’estone o il mongolo. Lingue sconosciute e violini barbari, ninne nanne avvolgenti e beats elettronici, canzoni di speranza e testamenti funebri, amori perduti e stornelli di feste tutto in sole nove tappe.

Saul Beretta, curatore

 

“Sii dolce con me. Sii gentile.
È breve il tempo che resta.
Poi saremo scie luminosissime.
E quanta nostalgia avremo dell’umano.
Come ora ne abbiamo dell’infinità. [...]”
(Mariangela Gualtieri)