Giorgio Farabegoli

La macchina che lodava Dio: l’auto-organo Barbieri e la controversia liturgico-musicale in Italia e nel Canton Ticino (1931–1950)

2027.05.13 immagine - Farabegoli - La macchina che lodava Dio

1h15

Sala 4

Gratuito

Gio 13.05

18:00


A seguire, aperitivo offerto.

Giorgio Farabegoli

La macchina che lodava Dio: l’auto-organo Barbieri e la controversia liturgico-musicale in Italia e nel Canton Ticino (1931–1950)

2027.05.13 immagine - Farabegoli - La macchina che lodava Dio

1h15

Sala 4

Gratuito

Gio 13.05

18:00


A seguire, aperitivo offerto.

Giorgio Farabegoli, ricercatore, ingegnere meccanico e docente di discipline tecniche chiude il ciclo 2027 degli incontri curati dall'Associazione ricerche musicali nella Svizzera italiana. 

Il Motu Proprio Tra le sollecitudini (1903) di Pio X sancì che la musica sacra dovesse essere un’emanazione dell’arte umana, vietando i riproduttori meccanici nei riti. In questo quadro si inserì don Angelo Barbieri che, nel 1931, lanciò sul mercato un auto-organo elettropneumatico a rulli perforati per ovviare alla scarsità di organisti. Dotato di controlli manuali per smentire la natura “fredda” della macchina, lo strumento conobbe sorti opposte in Italia e in Svizzera. Nel contesto italiano l’integrazione fu fluida, ottenendo il patrocinio del cardinale Schuster e inserendosi anche nel razionalismo fascista: nella chiesa di Sant’Adolfo ad Aielli (1937), l’auto-organo divenne un gioiello tecnologico che trasmetteva inni sacri e politici. Al contrario, nella Diocesi di Lugano l’opposizione di musicisti ed esperti svizzeri portò al divieto del vescovo Bacciarini (1933), benché la diffusione clandestina continuasse in contesti rurali (es. Bodio). Il tardivo nulla osta della Sacra Congregazione dei Riti (1948) non bastò a salvare il progetto: con la morte di Barbieri (1950) e il definitivo bando di Pio XII (1958), l’esperienza si concluse. L’auto-organo di Magliaso del 1932 resta oggi l’unico esemplare sopravvissuto nel territorio ticinese. Questo caso studio anticipa l’odierno dibattito sugli algoritmi generativi. L’auto-organo operò come un’IA ante litteram prestata al culto: l’idea che la lode a Dio potesse essere mediata da una macchina investì la dimensione antropologica della liturgia, innescando uno scontro culturale volto a preservare l’ispirazione umana e la fede dall’alienazione tecnologica.

Seguirà un breve intervento di Andrea Mascioni sull’attuale restauro dell’organo di Magadino, in collaborazione con il Festival internazionale di musica organistica di Magadino.

evento organizzato da

Associazione Ricerche musicali nella Svizzera italiana per Società Svizzera di Musicologia, sezione della Svizzera italiana 

evento organizzato da

Associazione Ricerche musicali nella Svizzera italiana per Società Svizzera di Musicologia, sezione della Svizzera italiana 

parte della rassegna 

Incontri 2027

con il sostegno di

Repubblica e Cantone Ticino - DECS

Fondo Swisslos

Swiss Academy of Humanities and Social Sciences 

Giorgio Farabegoli

Giorgio Farabegoli, ingegnere meccanico e docente di discipline tecniche, è un ricercatore indipendente specializzato negli ambiti della storia, della musicologia e dell’organologia del Novecento. Dal 2012 collabora attivamente con la Fondazione Franco Severi di Cesena, conducendo studi sistematici sul vasto archivio storico dell’ex fabbrica di Angelo Barbieri (1875-1950), che costudisce strumenti musicali meccanici, rulli di carta perforata e preziose fonti documentarie primarie. Le sue ricerche comparative sul delicato rapporto tra automazione musicale, liturgia e società hanno dato vita a numerosi contributi pubblicati su prestigiose riviste accademiche internazionali, tra cui The Musical Quarterly, Modern Italy, The Galbin Society Journal, SIM-Jahrbuch e Rivista svizzera di Storia religiosa e culturale. Ha inoltre presentato i risultati dei suoi studi in qualità di relatore presso alcuni dei più rinomati atenei europei, tra cui le Università di Oxford, Cambridge, Durham e Mozarteum di Salisburgo.