Il Ricamo come Narrazione è l’ottavo capitolo del progetto Embroiderers of Actuality, ideato da Abdelaziz Zerrou, artista transdisciplinare, e Aglaia Haritz, artista e mediatrice culturale per l’inclusione e l’accessibilità. Un percorso che intreccia le vite di donne e uomini rifugiati residenti in Ticino con quelle delle persone del territorio, dando forma a un dialogo paziente e profondo, cucito punto dopo punto.
Il progetto si sviluppa come il tessuto condiviso, dove ogni incontro è un gesto di ascolto e ogni filo porta con sé una storia. L’ultimo incontro si apre al pubblico come una soglia da attraversare: diventa l’ultimo punto del ricamo, quello in cui l’ago viene portato sul retro del lavoro e il filo viene fissato sotto ai punti già eseguiti. È un gesto discreto, quasi invisibile, ma necessario affinché il ricamo non si disfi. Allo stesso modo, chi lo desidera potrà recarsi nel retro delle storie, immergendosi nelle trame che le sostengono. Questo nodo assicura la tenuta del lavoro, così come lo scambio umano custodisce la memoria degli incontri, permettendo che ciò che è stato condiviso resti tra le persone e possa continuare ad esistere.
Chi vorrà potrà unirsi al ricamo avviato nei precedenti appuntamenti, proseguendo un gesto collettivo già iniziato, oppure semplicemente sostare, ascoltare, lasciarsi raggiungere dai racconti spontanei dei partecipanti e del progetto stesso, narrato dai suoi ideatori. Il senso più profondo di questo percorso è proprio questo: intessere una rete, come si fa con il filo e l’ago, creando legami, scambi e riconoscimenti tra persone con un passato migratorio e persone del luogo.
In sala saranno presenti le opere realizzate dai partecipanti durante il percorso, svoltosi al LAC tra novembre e gennaio in nove incontri. Opere nate dalla condivisione delle esperienze, dall’ascolto reciproco e da un processo creativo capace di trasformare un insieme di individui in una comunità temporanea ma intensa.
Il Ricamo come Narrazione desidera aprire spazi condivisi di narrazione, riconoscimento e creatività: luoghi sicuri in cui le persone siano accolte come portatrici di storie, culture e competenze. Attraverso il ricamo — e grazie all’arte intesa come ponte per conoscere, avvicinare, rammendare — i partecipanti trasformano le proprie storie personali di esilio, identità e viaggio in metafore visive, affidando al filo il compito di dire ciò che spesso le parole non riescono a trattenere.
Il Ricamo come Narrazione è uno dei progetti vincitori del Bando Partecipazione Culturale 2025-2026 “Cultura forte. Progetti da voci diverse", un’iniziativa interdipartimentale congiunta promossa dall’Ufficio del sostegno alla cultura e dall’Ufficio fondi Swisslos del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, e dal Servizio per l’integrazione degli stranieri del Dipartimento delle istituzioni.