Sentimento e osservazione. Arte in Ticino 1850-1950
Museo d'arte della Svizzera italiana, Lugano
Sede LAC
Dal 09.05.2021


L'ambivalenza unica del Canton Ticino, con la sua identità culturale italiana da un lato e la sua appartenenza politica allo stato federale svizzero dall'altro, si riflette in tutti gli aspetti della storia recente della regione - inclusa la storia dell'arte. Grazie ai pezzi della Collezione del MASI, durante il laboratorio creativo della domenica, i bambini avranno la possibilità di scoprire le opere e, in atelier, approfondiranno uno dei temi trattati dal percorso espositivo in modo ludico e creativo, che cambierà di volta in volta.

Programma
12.09.2021 - La natura
26.09 2021 - La figura umana
10.10.2021 - Il Simbolismo
24.10.2021 - L’Impressionismo
14.11.2021 - Il Realismo
28.11.2021 - L’Espressionismo

A partire dal XIX secolo, molti artisti provenienti dalla Svizzera tedesca e da altri paesi d’Oltralpe, cominciarono a soggiornare in Ticino, inizialmente in modo sporadico e temporaneo e poi, a partire dall'inizio del XX secolo, sempre più spesso vi si trasferiscono definitivamente. Queste presenze contribuiscono ad aumentare la pressione sulla comunità artistica regionale spingendola a prendere posizione rispetto all’orientamento più tradizionale della realtà italiana e alle correnti nordiche innovative, sempre più incompatibili tra loro.
È così che, negli anni tra il 1850 e il 1950, in accordo col clima politico e culturale dell’epoca, nel mondo dell'arte ticinese si crea una dinamica convivenza tra l’attaccamento alla tradizione italiana, un fiorente regionalismo ticinese, e la lenta ma inesorabile apertura ai movimenti moderni provenienti dal Nord. Solo a partire dalla fine degli anni Cinquanta del Novecento, quando la scena artistica italiana trova un posto all’interno del contesto dell'avanguardia internazionale, questi contrasti cominciano ad allentarsi e anche gli artisti ticinesi vivono la propria appartenenza identitaria in modo diverso.
La presentazione delle collezioni del MASI, arricchita da prestiti prestigiosi, intende offrire una visione di come l'arte in Ticino – a partire dagli della fondazione dello Stato federale svizzero (1848) fino alla fine della Seconda guerra mondiale – si sia dinamicamente evoluta nel suo contesto culturale specifico, e quali siano state le influenze provenienti dal sud e dal nord che si sono affermate nella regione. Il percorso espositivo ne segue alcune tappe fondamentali: dal Realismo all'Impressionismo fino al Post-Impressionismo, attraverso il Simbolismo, il Fauvismo, l'Espressionismo, la Nuova Oggettività e il Realismo Magico si giunge alle prime fioriture del Surrealismo.
Volutamente concepita più come un abbozzo propedeutico che una tesi scientifica, aforistica piuttosto che analitica o addirittura enciclopedica, la nostra presentazione ambisce a una comprensione, il più ampia possibile, della storia dell'arte ticinese, integrando sia ciò che ha suscitato interesse ed è stato collezionato nella regione, sia ciò su cui si sono confrontati e ciò che hanno creato artisti locali e stranieri in Ticino. Non si tratta dunque di un punto di arrivo, ma piuttosto dell'inizio di un'indagine che apre molteplici temi e domande.

Cuno Amiet /Pietro Anastasio / Albert Anker / Edoardo Berta / Umberto Boccioni/ Costante Borsari /Eugène Boudin/ Alexandre Calame / Paul Camenisch / Carlo Carrà / Gustave Eugène Castan / Luigi Chialiva / Adolf Dietrich/ Leonardo Dudreville / Conrad Felixmüller / Leonor Fini / Filippo Franzoni / Achille Funi / Augusto Giacometti / Giovanni Giacometti / Ferdinand Hodler / Karl Hofer / Moïse Kisling / Emilio Longoni / Claude Monet / Luigi Monteverde / Albert Müller / Cherubino Patà / Camille Pissarro / Anita Rée / Hans Richter / Christian Rohlfs / Luigi Rossi / Henri Rousseau / Alberto Salvioni / Hermann Scherer / Wilhelm Schmid / Richard Seewald / Mario Sironi / Adolf Stäbli / Niklaus Stoecklin / Félix Vallotton / Marianne von Werefkin / Robert Zünd