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Martedì
19 novembre

20:30

Sala Teatro

di Flavio Stroppini e Monica De Benedictis

regia Flavio Stroppini

con Matteo Carassini, Igor Horvat, Silvia Pietta, Flavio Sala e Massimiliano Zampetti

e con la voce di Margherita Coldesina

scenografie Alice De Bortoli e Denise Carnini

costumi Marianna Peruzzo

light design Paolo Battaglia

musiche originali composte ed eseguite da Andrea Manzoni

con i musicisti Martino Pini, Riccardo Ruggeri, Matteo Lorenzi, Matteo Buranello e Jessica Briasco

sound design William Geroli

video-scenari Tokonoma

produttore Gianfranco Helbling

produzione Teatro Sociale Bellinzona - Bellinzona Teatro

coproduzione Nucleomeccanico

Foto: Paolo Battaglia

Tell

di Flavio Stroppini e Monica De Benedictis

La scena svizzera

Tell parla di noi, cittadini svizzeri del Terzo millennio in un mondo globalizzato, con i toni divertenti di una commedia ricca di colpi di scena, dove nulla è quello che sembra fino a una particolare resa dei conti.

Le ossa di Guglielmo Tell sono state ritrovate. Appena finite le celebrazioni però sono scomparse. All’aeroporto internazionale Wilhelm Tell tre persone sono recluse in una stanza.

Stanno per essere interrogate. Con loro un addetto alle pulizie. Qualche ora prima, mentre trasportava le valigie nella stiva di un aereo diretto a Istanbul, si è ribaltato un camioncino.

Tre valigie si sono aperte svelando il contenuto: delle ossa umane.

Uno dei tre sospettati le stava trasportando. Chi sarà? Le indagini sono affidate a una donna commissario, che ha partorito da poco. Insieme alle ossa sono stati trovati 50 passaporti svizzeri con nomi arabi e dei piani con la scritta CERN. Risulta presto evidente che tutti hanno qualcosa da nascondere e che nessuno è quello che appare.

Dopo Prossima fermata Bellinzona (2015) e Kubi (2017) il Teatro Sociale Bellinzona continua la sua indagine con Flavio Stroppini e Monica De Benedictis sui temi legati al territorio e all’identità. Per raccontare la quotidianità non si può non affrontare il condizionamento che subiscono le nostre

esistenze in un quotidiano in cui il patriottismo diventa ben presto nazionalismo. La reazione è la ricerca di slogan o gesti clamorosi invece di una riflessione sulle ragioni profonde che ci hanno portati a questo punto.

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Prismatica. Gioare con la luce
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