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Sabato
26 ottobre

20:30

Sala Teatro

coreografia e spazio Virgilio Sieni

Orchestra della Svizzera italiana

direttore Francesco Bossaglia

interpreti Marina Bertoni, Giulia Gilera, Maurizio Giunti, Andrea Palumbo,

Sara Sguotti, (altro in via di definizione)

musiche di Arvo Pärt

Cantus in memory of Benjamin Britten

Da pacem domine

Für lennart in memoriam

Greater Antiphons

Psalom

Sequentia

Silouan’s Song

Trisagion

Editore Universal Edition AG

rappresentante per l’Italia Casa Ricordi, Milano

luci Mattia Bagnoli

costumi Elena Bianchini

produzione Compagnia Virgilio Sieni

coproduzione Bolzano Danza

in collaborazione con AMAT & Civitanova Danza, Fondazione Haydn di Bolzano e Trento

la Compagnia è sostenuta da Ministero per i beni e le attività musicali, Regione Toscana, Comune di Firenze

In collaborazione con

Compagnia Virgilio Sieni & OSi

Metamorphosis

Danza contemporanea e grande musica insieme in un’unica serata: l’Orchestra della Svizzera italiana, diretta da Francesco Bossaglia, accompagnerà i danzatori della Compagnia Virgilio Sieni che porteranno sul palco del LAC Metamorphosis, la nuova creazione della compagnia.

La metamorfosi si può forse intravedere nelle minime incrinature della marionetta che accenna un movimento, nell’approssimarsi al primo passo, nel riflesso giocoso della luce che coglie di sorpresa un corpo. Il respiro delle danze che compongono lo spettacolo cerca di essere una meditazione sull’infinito del gesto. Danze che arrivano e tornano dal fondo come una pulsazione continua di avvenimenti, d’incontri fiabeschi, originati ogni volta dall’addentrarsi in uno spazio boschivo. Nel chiaro del corpo, nelle qualità della luce e dell’ombra, nella natura delle cose, ogni danza giunge davanti come un esercizio di ascolto che richiama all’animale e alla natura.

Scorrono figure e presenze colte lungo il cammino, una comunità che si sta spostando e che lascia affiorare un racconto per episodi sulla storia dell’uomo, il suo porsi sulla soglia della gravità e della leggerezza: danze che narreranno d’inciampi, errori, ma anche di leggende che il corpo custodisce. Così, come un viandante, anche il danzatore, raccoglitore di gesti e di storie dall’aria, ci appare nell’infinito dello spazio tattile, colto nel momento in cui cammina sospeso e ci viene incontro,

oltrepassandoci: in quell’istante noi vediamo l’uomo sulla soglia della vita. Una sequenza di brani composti da Arvo Pärt guida la creazione di queste apparizioni.

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Prismatica. Gioare con la luce
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