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Venerdì
2 febbraio
19:00


2–4.02

Date e orari
19:0002.02.2018
20:3002.02.2018
14:0003.02.2018
17:0003.02.2018
19:0003.02.2018
20:3003.02.2018
17:0004.02.2018
19:0004.02.2018
20:3004.02.2018

J

Sala Conza - MAC 6

concetto Rimini Protokoll (Stefan Kaegi/Dominic Huber)
video Bruno Deville
drammaturgia Katja Hagedorn
suono Frédéric Morier
assistente alla creazione Magali Tosato e Déborah Helle (stagiaire)
assistente alla scenografia Clio Van Aerde e Marine Brosse (stagiaire)
tecnici e costruzione della scenografia Équipe du Théâtre de Vidy
produzione Théâtre de Vidy, Lausanne
in coproduzione con Rimini Apparat, Schauspielhaus Zürich, Bonlieu Scène nationale Annecy et la Bâtie-Festival de Genève dans le cadre du programme INTERREG France-Suisse 2014-2020, Maillon Théâtre de Strasbourg-scène européenne, Stadsschouwburg Amsterdam, Staatsschauspiel Dresden, Carolina Performing Arts
con il sostegno di Fondation Casino Barrière Montreux, Le Maire de Berlin - Chancellerie du Sénat - Affaires culturelles, Pro Helvetia Fondazione svizzera per la cultura (per la distribuzione e la tournée)

Durata: 1h 40 min. 

video

Nachlass / Pièces sans personnes

Rimini Protokoll

LuganoInScena

Tickets

Spettacolo in inglese, francese e tedesco con sopratitoli in italiano

Nachlass è una riflessione sul tempo e sull’eternità. È un tentativo di testimoniare non la morte, ma il cammino che prima o poi ogni uomo dovrà affrontare.

Sembrerebbe che non si sia mai riflettuto così intensamente sull’effimero e sulla morte, sul tempo e sull’eternità, come in questo inizio di XXI secolo. Malgrado tutti i nostri sforzi la sfida della finitezza dell’essere umano non si lascia mai spegnere completamente. Cosa resterà della mia persona quando il mio IO non ci sarà più? Come ho vissuto la mia vita? Come continueranno la loro vita le persone da me amate, dopo la mia scomparsa? Resterò vivo nei ricordi degli altri anche dopo la morte? Fino a che punto e per quanto tempo questo ricordo si potrà mantenere?
Nachlass è un tentativo di testimoniare non la morte ma il cammino che prima o poi ogni uomo dovrà affrontare. La non presenza si lascia rappresentare? Come raccontare che non c’è più nulla da raccontare, perché la storia è giunta alla fine? (Stefan Kaegi)

Questo approccio diretto alla persona dà al soggetto un’originalità e una forza superiori rispetto a un trattamento teorico e astratto. (Marie-Pierre Genecand, Le Temps)

LAC Lugano Arte e Cultura
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