Tra jazz, elettronica e ambient, Nils Petter Molvær porta al LAC un universo sonoro sospeso e cinematografico. Con il proprio gruppo, il trombettista norvegese costruisce paesaggi musicali intensi e immersivi, in cui improvvisazione, sound design ed elettronica si intrecciano in un linguaggio personale che ha ridefinito i confini del jazz contemporaneo.
Figura centrale del jazz europeo degli ultimi decenni, Nils Petter Molvær ha sviluppato un percorso musicale che sfugge a definizioni univoche, collocandosi in uno spazio di confine tra improvvisazione, elettronica e ricerca sonora. A partire dagli anni Novanta, il suo lavoro ha contribuito in modo decisivo alla nascita di un linguaggio ibrido che intreccia jazz, ambient, dub e post-rock, mantenendo sempre una forte identità espressiva.
Determinante in questo percorso è stato l’album Khmer, che ha segnato una svolta nella sua carriera, introducendo una nuova relazione tra tromba ed elettronica e aprendo al jazz prospettive legate alla dimensione digitale. Da allora, Molvær ha costruito un universo sonoro riconoscibile, caratterizzato da linee melodiche essenziali e da una continua esplorazione timbrica.
Accanto a Jo Berger Myhre al basso ed Erland Dahlen alla batteria, la sua musica si sviluppa in forme aperte e in costante trasformazione. L’interazione tra i tre strumenti genera paesaggi sonori densi e stratificati, in equilibrio tra scrittura e improvvisazione, mentre il lavoro sul suono – in cui il sound design di Sven Persson gioca un ruolo centrale – diventa parte integrante dell’esperienza d’ascolto.
A cura di
Jazz in Bess
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Crediti
tromba ed elettroncia
Nils Petter Molvær
basso ed elettronica
Jo Berger Myhre
batteria
Erland Dahlen
sound design
Sven Persson