Laterale. Come il pensiero. Come una critica. Come un’indagine in grado di attraversare i linguaggi e le discipline.
Laterale. Come il pensiero. Come una critica. Come un’indagine in grado di attraversare i linguaggi e le discipline.
Tradizione futura è il primo tema di ricerca di Laterale: una questione aperta da attraversare insieme alle artiste e agli artisti della scena internazionale, attraverso una serie di interviste audio e video e occasioni di confronto pubblico.
Come osservatori e osservatrici della scena contemporanea, abbiamo l’impressione che il dibattito si polarizzi, rivelando due posture opposte ma complementari. Da un lato, la tradizione (specialmente del Novecento teatrale) viene assunta come misura di giudizio, e le nuove proposte paiono solo repliche scolorite di un’innovazione che “è già stata fatta”. “Meglio”. Dall’altro, si registra un culto del “nuovo” a ogni costo, frettolosamente identificato con l'adozione di tecnologie, dispositivi o linguaggi che si rivelano inediti solo in superficie.
Abbiamo scelto di interrogare questa contrapposizione nel dialogo con gli artisti, convinti che siano le loro pratiche, prima ancora delle teorie, a mostrare come tradizione e innovazione possano alimentarsi reciprocamente.
Per questo abbiamo invitato quattro artisti/e della scena internazionale che, pur con poetiche molto diverse, condividono una tensione comune: interrogare le grandi tradizioni del teatro senza assumerle come modelli intoccabili, immaginare forme e linguaggi capaci di parlare al presente, confrontarsi con futuri che possono apparire inquietanti o persino distopici. Nelle interviste di questo primo ciclo non troverete risposte definitive. Entrerete piuttosto in una fucina di domande aperte, che provano ad assumere una prospettiva laterale. Con l’ipotesi che il nuovo prenda forma ogni volta che una tradizione viene rimessa in discussione, attraversata, trasformata.
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