Nel nostro gerundio personale

La visione degli artisti

1h

Hall

Gratuito

Mar 20.10

17:45


Si prega di annunciare la propria partecipazione a
[email protected]

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Guardiamo all’Europa attraverso i suoi fiumi, seguendo nel tempo il fluire degli scambi, delle culture e delle identità. Attraverso le trasformazioni storiche che questi fiumi hanno accompagnato, cerchiamo di riconoscere le nostre radici e di individuare nuove possibilità di rigenerazione. In collaborazione con l'Associazione Fare arte NEL nostro tempo e l’Associazione è proposto un incontro con Angela Vettese, storica e critica d'arte.

Che cosa vede un artista quando guarda un fiume, l’acqua che scompare o un territorio trasformato dal clima? L’arte contemporanea ha fatto delle questioni ambientali uno dei suoi campi di ricerca, traducendo fenomeni scientifici e trasformazioni del paesaggio in immagini, opere ed esperienze capaci di coinvolgere la nostra sensibilità. Ce ne parlerà Angela Vettese, storica e critica d'arte.

organizzato da

Associazione Fare arte NEL nostro tempo

nell'ambito di 

Rassegna NEL FUTURO 2026 

presentato nell'ambito

della programmazione LAC edu

Angela Vettese

Storica dell’arte e critica, già presidente della giuria della Biennale Arte di Venezia (2009), è stata assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Venezia (2013-2014) e direttore artistico di Arte Fiera (2016-2018) a Bologna. Fa parte del comintato scientifico di: Museo nazionale d’arte digitale, Villa Panza-FAI, AGOMusei di Modena, Museo Madre Napoli. Ha insegnato Storia dell’Arte presso le Accademie di Belle Arti a Milano e Venezia, Bergamo, presso il Politecnico de la Universidad de Valencia, Spagna, presso il Corso di Laurea in Economia per Arte, Cultura e Comunicazione dell’Università Bocconi di Milano, dirige il corso di laurea magistrale di arti visive e moda presso l’Università IUAV di Venezia.

Il tema del 2026 della Rassegna NEL FUTURO 2026 dell’Associazione Fare arte NEL nostro tempo è la prosecuzione del percorso avviato nel 2025 e dedicato all’Europa: dopo aver interrogato il presente del continente, la rassegna sceglie quest’anno i fiumi come elemento unificatore per risalire alle sue radici e, insieme, osservare le trasformazioni in atto.
I fiumi attraversano confini e territori e, fin dall’Antichità, hanno collegato l’Europa al Mediterraneo e all’Atlantico. Sono stati vie di popoli e di scambi economici, ma il loro significato va ben oltre la funzione commerciale: lungo le loro rive sono nate città, culture, miti e civiltà; le acque hanno contribuito a forgiare patrimoni e identità, diventando luoghi di incontro, di confine e di memoria condivisa.
È proprio questa pluralità a rendere il fiume la chiave multidisciplinare della Rassegna 2026: elemento naturale e risorsa economica, simbolo di identità e appartenenza, spazio dell’immaginario e materia dell’arte, indicatore della crisi climatica e metafora dei flussi contemporanei di parole, immagini e informazioni. Il fiume permette così di mettere in relazione scienza, storia, arte, mito, società e tecnologia, seguendo un unico corso attraverso prospettive diverse.
L’Europa è davvero al tramonto, o sta attraversando una delle molte trasformazioni che ne hanno segnato la storia? E la Svizzera, nel cuore del continente, non è al di fuori di questa storia. Guardare l’Europa attraverso i suoi fiumi significa quindi interrogare ciò che del passato continua a scorrere nel presente e chiedersi quali risorse culturali, sociali e civili il continente possieda ancora per affrontare il futuro.