Guardiamo all’Europa attraverso i suoi fiumi, seguendo nel tempo il fluire degli scambi, delle culture e delle identità. Attraverso le trasformazioni storiche che questi fiumi hanno accompagnato, cerchiamo di riconoscere le nostre radici e di individuare nuove possibilità di rigenerazione. In collaborazione con l'Associazione Fare arte NEL nostro tempo e l’Associazione è proposto un incontro con Angela Vettese, storica e critica d'arte.
Nel nostro gerundio personale
La visione degli artisti
1h
Nel nostro gerundio personale
La visione degli artisti
1h
Che cosa vede un artista quando guarda un fiume, l’acqua che scompare o un territorio trasformato dal clima? L’arte contemporanea ha fatto delle questioni ambientali uno dei suoi campi di ricerca, traducendo fenomeni scientifici e trasformazioni del paesaggio in immagini, opere ed esperienze capaci di coinvolgere la nostra sensibilità. Ce ne parlerà Angela Vettese, storica e critica d'arte.
organizzato da
Associazione Fare arte NEL nostro tempo
nell'ambito di
Rassegna NEL FUTURO 2026
presentato nell'ambito
della programmazione LAC edu
Partner principale LAC edu
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22.09.2026
17:45
Hall
Angela Vettese
Storica dell’arte e critica, già presidente della giuria della Biennale Arte di Venezia (2009), è stata assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Venezia (2013-2014) e direttore artistico di Arte Fiera (2016-2018) a Bologna. Fa parte del comintato scientifico di: Museo nazionale d’arte digitale, Villa Panza-FAI, AGOMusei di Modena, Museo Madre Napoli. Ha insegnato Storia dell’Arte presso le Accademie di Belle Arti a Milano e Venezia, Bergamo, presso il Politecnico de la Universidad de Valencia, Spagna, presso il Corso di Laurea in Economia per Arte, Cultura e Comunicazione dell’Università Bocconi di Milano, dirige il corso di laurea magistrale di arti visive e moda presso l’Università IUAV di Venezia.
Il tema del 2026 della Rassegna NEL FUTURO 2026 dell’Associazione Fare arte NEL nostro tempo è la prosecuzione del percorso avviato nel 2025 e dedicato all’Europa: dopo aver interrogato il presente del continente, la rassegna sceglie quest’anno i fiumi come elemento unificatore per risalire alle sue radici e, insieme, osservare le trasformazioni in atto.
I fiumi attraversano confini e territori e, fin dall’Antichità, hanno collegato l’Europa al Mediterraneo e all’Atlantico. Sono stati vie di popoli e di scambi economici, ma il loro significato va ben oltre la funzione commerciale: lungo le loro rive sono nate città, culture, miti e civiltà; le acque hanno contribuito a forgiare patrimoni e identità, diventando luoghi di incontro, di confine e di memoria condivisa.
È proprio questa pluralità a rendere il fiume la chiave multidisciplinare della Rassegna 2026: elemento naturale e risorsa economica, simbolo di identità e appartenenza, spazio dell’immaginario e materia dell’arte, indicatore della crisi climatica e metafora dei flussi contemporanei di parole, immagini e informazioni. Il fiume permette così di mettere in relazione scienza, storia, arte, mito, società e tecnologia, seguendo un unico corso attraverso prospettive diverse.
L’Europa è davvero al tramonto, o sta attraversando una delle molte trasformazioni che ne hanno segnato la storia? E la Svizzera, nel cuore del continente, non è al di fuori di questa storia. Guardare l’Europa attraverso i suoi fiumi significa quindi interrogare ciò che del passato continua a scorrere nel presente e chiedersi quali risorse culturali, sociali e civili il continente possieda ancora per affrontare il futuro.