Per la prima volta al LAC, l’acclamata pianista Hélène Grimaud affronta un programma interamente costruito attorno alle ultime sonate di Beethoven e Schubert. Due capolavori estremi, due forme di congedo diverse e complementari affidate a una delle grandi personalità del pianoforte contemporaneo, interprete capace di unire intensità poetica, controllo formale e profondità di visione.
Hélène Grimaud
The last testament
© Mat Hennek
1h35’
I parte 30’
intervallo 20’
II parte 45’
Sala Teatro
CHF 62–89
Mar 08.06
20:00
Alle ore 19:00, il giornalista e divulgatore musicale Enrico Parola introdurrà il concerto offrendo al pubblico una chiave di lettura del programma attraverso il contesto storico-musicale, aneddoti, curiosità e approfondimenti sui brani in programma.
Luogo: Hall
Durata: 30'
Hélène Grimaud
The last testament
© Mat Hennek
1h35’
I parte 30’
intervallo 20’
II parte 45’
Sala Teatro
CHF 62–89
Mar 08.06
20:00
Alle ore 19:00, il giornalista e divulgatore musicale Enrico Parola introdurrà il concerto offrendo al pubblico una chiave di lettura del programma attraverso il contesto storico-musicale, aneddoti, curiosità e approfondimenti sui brani in programma.
Luogo: Hall
Durata: 30'
Pianista tra le più autorevoli della scena internazionale, Hélène Grimaud ha costruito una carriera di grande rilievo, segnata da collaborazioni con le maggiori orchestre del mondo, recital nelle principali sale e una discografia premiata con numerosi riconoscimenti. Per la prima volta al LAC, presenta The last testament, un programma che accosta le ultime sonate di Beethoven e Schubert.
La Sonata op. 111, ultima del catalogo beethoveniano, concentra in due soli movimenti una tensione formale e spirituale estrema. Il primo tempo conserva l’energia drammatica del tardo Beethoven, mentre l’Arietta finale apre uno spazio di meditazione e trascendenza che ha segnato la storia della sonata.
In una dimensione più distesa si colloca la D 960 di Schubert, composta nel settembre 1828, pochi mesi prima della morte. Se il confronto con Beethoven resta inevitabile, qui il discorso si fa più contemplativo e lirico, costruito su un andamento ampio e una cantabilità continua.
Nel loro accostamento, le due opere delineano un duplice testamento pianistico: da una parte la concentrazione visionaria di Beethoven, dall’altra il respiro lirico di Schubert.
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Programma
Ludwig van Beethoven (1770-1827)
Sonata per pianoforte n. 32 in do minore, op. 111
Intervallo
Franz Schubert (1797-1828)
Sonata per pianoforte in si bemolle maggiore, D 960
Crediti
pianoforte
Hélène Grimaud