La nota che apre il mare: i ragazzi dirigono, l'AI esegue

AI Filmmaking per teenager

11-15 anni

Locarno Film Festival

Past event

10.08.2026 –
11.08.2026

La nota che apre il mare: i ragazzi dirigono, l'AI esegue

AI Filmmaking per teenager

11-15 anni

Locarno Film Festival

Past event

10.08.2026 –
11.08.2026

Prosegue la collaborazione tra LAC edu e il Locarno Film Festival dedicata all'esplorazione dell'intelligenza artificiale in campo creativo, iniziata nell'estate 2024 e proseguita al LAC con i workshop per adulti della stagione 2024/25.

Il 10 e 11 agosto 2026, durante la 79esima edizione del Locarno Film Festival, la regista Elettra Fiumi ha guidato — per la sconda volta — un gruppo di ragazzi tra gli 11 e i 15 anni nella creazione di un cortometraggio interamente scritto, diretto e prodotto da loro con l'aiuto dell'intelligenza artificiale: La nota che apre il mare, la storia di una città cyberpunk in fondo al mare dove i robot fanno tutto meglio degli umani — tranne una cosa.

Ci racconta Elettra questo laboratorio...

Ero arrivata con un piano che avevo costruito con cura, centrato sulla carta: costruire personaggi e mondi a mano, fotografarli e addestrare l'AI sui disegni dei ragazzi, per non perdere il tatto — letteralmente — con la propria creatività. Il piano è durato il tempo delle presentazioni. Al tavolo c'erano una pianista che scrive romanzi e usa già i modelli generativi, un ragazzo che ha diretto diversi cortometraggi, un altro che trasforma immagini in video per divertimento, una disegnatrice di animali, un quindicenne che fa fotografia e post-produzione. Non era una classe di principianti: era una troupe. E con una troupe si lavora da troupe.

Una sola regola del piano originale è sopravvissuta, ed è diventata la costituzione del laboratorio: l'assistente propone, la troupe decide. Ogni strumento AI del corso è stato retrocesso a quel ruolo — proponente. Si vota tutto: il titolo, il finale, i capelli della protagonista. Ai ragazzi l'ho detto con queste parole: le proposte dell'AI dovete poterle bocciare. Dovete poter dire "questa fa schifo, preferiamo quest'altra".

La mattina è stata dedicata alle idee. Ognuno ha presentato la sua: Atlantide e una ragazza che sogna la superficie attraverso i miti della nonna; una famiglia di orsi polari in fuga dal ghiaccio che si scioglie, con un'arca di altri animali; una città cyberpunk come Tokyo di notte; un film fatto con l'AI per dire che l'AI può sostituire i lavori; un viaggio dal mondo normale a un mondo fantastico, con al centro il legame tra un umano e un animale.

Non ne abbiamo scelta una: le abbiamo fuse tutte e cinque con l’aiuto di Claude che era stato addestrato con documenti fornendo contesto del nostro corso, di chi erano i ragazzi ed altro. Quando il primo tentativo di sintesi è tornato sotto forma di cinque riassunti separati, la nota di regia è stata molto italiana: "non hai fatto un minestrone". Il secondo tentativo ha prodotto la frase che è diventata il nostro metodo — veri minestroni: in ognuno ci sono i pezzi di tutti — e la proposta vincente, votata per alzata di mano, le conteneva davvero tutte: Atlantide è diventata cyberpunk e sottomarina, l'ansia per i lavori sostituiti è diventata i robot che fanno tutto ("perfino la musica"), gli orsi sono diventati quelli che bussano al portone della città, e la ragazza al pianoforte è diventata Nerea — nome greco, "figlia del mare", scelto ai voti — la cui musica è l'unica cosa che apre la porta.

Ogni decisione votata è entrata in una "bibbia del film", il documento di produzione che ogni vero film possiede. Alcune regole della bibbia: Nerea non è bionda e non deve somigliare alla Sirenetta; porta apparecchi acustici luminosi che pulsano solo con la musica vera e restano spenti con quella, perfetta e fredda, dei robot; i robot non sono mai cattivi — seguono tutte le regole alla perfezione, ma nessuna regola dice come si sceglie, e per questo davanti agli orsi si bloccano. E la regola più cinematografica di tutte, a costo zero: il colore ORO appare nel film solo quando Nerea suona. L'unico colore caldo, in un mondo di blu abisso, ciano e magenta. Questa bibbia e’ stata aggiunta all’addestramento del progetto di Claude che e’ diventato ancor piu’ pronto ad aiutarci come assistente regia per il proseguimento della produzione. 

Il pomeriggio è stato dedicato all'estetica: stesso soggetto — il grande portone in fondo al mare — generato in una dozzina di stili diversi, dal diorama di carta alla claymation, dal pixel art all'anime, per poi votare. Ha vinto un mondo rétro-futuristico di ottone, patina e luce turchese. La mia amata carta è arrivata al ballottaggio e ha perso: i ragazzi hanno votato via la mia polizza assicurativa, ed era loro pieno diritto.

Le difficoltà tecniche non sono mancate, e come sempre insegnano più dei successi: i modelli hanno appeso al petto di Nerea un cartello con una scritta senza senso, e trasformato i suoi apparecchi acustici in orecchini pendenti. I ragazzi hanno imparato in fretta il genere di prompt più importante del mestiere: l'elenco di tutto ciò che ami in un'immagine, seguito dalla frase non cambiare nient'altro.

"In fondo al mare esiste una città. Il suo nome è Atlantide. Qui fanno tutto i robot, anche la musica" — i ragazzi hanno scritto la voce narrante indipendentemente e per tutto il resto, per la produzione, abbiamo usato una piattaforma agentica di nuova generazione (InVideo), e la sua architettura ha fatto da alleata pedagogica. Dentro la macchina abbiamo costruito una troupe di agenti AI che rispecchiava la troupe fuori:

  • Un Produttore Creativo, custode della bibbia, che segnala ogni conflitto con le decisioni votate;
  • Uno Storyboard artist, che trasforma i beat in inquadrature, sempre in due o tre opzioni da mettere ai voti;
  • Un Guardiano dei Personaggi, che controlla ogni frame contro le regole (mai bionda, mai sirenetta, robot mai minacciosi);
  • Un Direttore della Fotografia, che fa rispettare la palette e la regola dell'oro;
  • Un Custode del Mondo, che tiene la continuità del portone — che nel film può solo avanzare: chiuso, crepa, a metà, aperto;
  • Un assistente al Suono, che lavora per la nostra capo musica — la pianista della troupe, che ha composto il tema di Nerea — e mai al posto suo.

Con la modalità che richiede l'approvazione umana prima di ogni generazione, ogni immagine è diventata un punto di decisione, e ogni punto di decisione un voto. La voce narrante e’ stata generata con ElevenLabs, le esplorazioni musicali da Suno — diretta dalla compositrice — le immagini iniziali da Midjourney, la scrittura e la produzione da Claude, il montaggio finale da Adobe Premiere.

a cura di

Elettra Fiumi

Quello che i ragazzi hanno insegnato all'insegnante, con parole sue.

Insegno AI e cinema da tre anni, a studenti universitari e a professionisti dell’audivisivo, incluso registi professionisti. I ragazzi sono più veloci. Non a scrivere prompt: a decidere. Gli adulti trattano ogni output dell'AI come una bozza da migliorare; i ragazzi lo trattano come una proposta da giudicare. Approvata o bocciata, si vota, avanti.

E il finale l'hanno scelto loro, dopo la migliore lezione di sceneggiatura del laboratorio: alla proposta di far semplicemente crollare il portone, l'AI — nel ruolo di script doctor — ha segnalato il problema vero: se la porta crolla da sola, la musica di Nerea non serve più a niente. La troupe ha votato il finale più difficile e più vero: la sua musica da sola apre la porta a metà; per aprirla tutta servono gli abitanti che sentono la musica e ci credono. Una classe di ragazzi tra gli 11 e i 15 anni ha scelto il finale sull'azione collettiva invece di quello con il crollo.

Da soli si socchiude; insieme si apre. Non vedo l'ora di scoprire quali porte apriranno le prossime storie.

Elettra Fiumi

Elettra Fiumi, regista pluripremiata che da anni lavora là dove il racconto incontra la tecnologia. È stata selezionata per i programmi OpenAI Artist, ElevenLabs Professors, Leonardo.AI Creator, Figma Weave Collective, Dreamina Creator e AI for Audiovisual Journalists dell'Online News Association, e insegna in istituzioni come NABA, SUPSI, Franklin University Switzerland, Cyprus Film Festival e il LAC Lugano Arte e Cultura.