Un incontro con Felice Varini, protagonista della scena artistica contemporanea, per scoprire come nasce un’opera capace di trasformare lo spazio e il modo di guardarlo. Un dialogo sulla percezione e sul rapporto tra arte e spazio.
Barbara Paltenghi Malacrida - curatrice della mostra monografica dedicata a Felice Varini al Museo d’Arte di Mendrisio - e Marco Franciolli - curatore della mostra L’occhio dinamico. Traiettorie della percezione, in corso al Museo Casa Rusca di Locarno - incontrano Felice Varini per ripercorrere la sua straordinaria esperienza artistica e la ricerca che, dagli anni Ottanta, ha profondamente rinnovato il rapporto tra pittura, architettura e spettatore. Al centro della conversazione saranno le opere site-specific, il processo creativo e i meccanismi della visione che caratterizzano il suo lavoro, raccontati direttamente dalla voce dell'artista.
Attraverso cerchi, ellissi, quadrati, poligoni e altre forme e composizioni geometriche, Varini interviene sugli spazi architettonici trasformandoli in vere e proprie superfici pittoriche tridimensionali. Da un preciso punto di osservazione, gli elementi si ricompongono in un’immagine compiuta, coinvolgendo lo spettatore come parte integrante dell’opera. Con Varini l’architettura diventa una superficie pittorica tridimensionale e lo sguardo uno strumento attraverso il quale l’immagine prende forma. La geometria, con il suo rigore, si apre così a una dimensione percettiva e corporea, coinvolgendo chi osserva in un’esperienza che si costruisce passo dopo passo.
Un’occasione per entrare nel laboratorio creativo dell’artista e comprendere come geometria, spazio e movimento possano modificare il nostro modo di guardare e vivere l’ambiente che ci circonda.