Il Ricamo come Narrazione è uno dei progetti vincitori del Bando Partecipazione Culturale 2025-2026 “Cultura forte. Progetti da voci diverse", un’iniziativa interdipartimentale congiunta promossa dall’Ufficio del sostegno alla cultura e dall’Ufficio fondi Swisslos del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, e dal Servizio per l’integrazione degli stranieri del Dipartimento delle istituzioni.
Il ricamo come narrazione
Embroiderers of Actuality
2h
Il ricamo come narrazione
Embroiderers of Actuality
2h
Il progetto Il Ricamo come Narrazione è l’ottavo capitolo del progetto Embroiderers of Actuality ideato dall'artista transdisciplinare Abdelaziz Zerrou e Aglaia Haritz, artista e mediatrice culturale per l’inclusione e accessibilità al LAC. Ormai un appuntamento molto atteso, per la terza stagione consecutiva, Il Ricamo come Narrazione è parte della programmazione.
Il percorso vuole costruire uno spazio condiviso di narrazione, riconoscimento e creatività, mettendo al centro le persone partecipanti come portatrici di storie, culture ed esperienze. Attraverso l’incontro, il ricamo e l’arte, intesa come ponte per conoscere, avvicinare, rammendare e narrare, le persone partecipanti sono accompagnate nella condivisione e trasformazione simbolica delle proprie esperienze di esilio, identità e viaggio.
Il laboratorio si articola su incontri che costellano la stagione 2026/27, basati sulla condivisione delle esperienze, sull’ascolto reciproco, sul processo creativo e sulla riflessione condivisa.
Attraverso il ricamo, ogni partecipante può raccontare una storia, propria o inventata, scegliendo colori, forme e motivi personalizzati capaci di rappresentare la propria esperienza interiore ed esteriore. Il ricamo diventa così una narrazione visiva e simbolica, uno strumento per dare forma alle esperienze personali e trasformarle in immagini, storie e metafore condivise.
a cura di
Aglaia Haritz
Abdelaziz Zerrou
Partner principale LAC edu
Abdelaziz Zerrou
Nato nel 1982 a Casablanca, l'artista transdisciplinare svizzero-marocchino Zerrou si è diplomato all'Istituto Nazionale di Belle Arti di Tetouan e attualmente vive e lavora tra Casablanca e Vira Gambarogno.
La sua pratica artistica spazia dal video all'installazione, dalla scultura al disegno, concentrandosi su figure simboliche universali, sulle loro rappresentazioni grafiche e sull'interazione tra linguaggio, storia e cultura visiva. Zerrou si impegna con le comunità locali per affrontare questioni contemporanee sia globali che locali. Il suo fascino per il potere dei simboli, delle parole e della memoria collettiva è alla base di una pratica artistica che decostruisce e reinterpreta l'immaginario che plasma la nostra coscienza collettiva, sfidando le percezioni e invitando alla riflessione critica.
Esplorando temi come l'identità, le strutture politiche e le narrazioni culturali, il suo lavoro ricontestualizza simboli familiari all'interno di nuovi discorsi estetici. Utilizzando tecniche miste, gioca con gli strati di significato, evocando tensioni tra visibilità e invisibilità, passato e presente, potere e vulnerabilità.
Zerrou ha esposto in sedi quali il Museo Mohammed VI di Arte Moderna e Contemporanea di Rabat, il Museo della Fotografia e delle Arti Visive di Marrakech, il New Art Exchange di Nottingham, in Inghilterra, e La Regionale a Villa Ciani a Lugano.
Ha ottenuto importanti residenze, tra cui la Dar Al Ma'mûn Foundation di Marrakech, la Capitale Europea della Cultura a La Valletta, Malta, la Cité Internationale des Arts di Parigi e l'HYam Prize di Hydra.
Aglaia Haritz
Cresciuta a Vira Gambarogno, Aglaia Haritz è diplomata alla scuola d’arte ENSA di Limoges. Ha vissuto a Berlino e Zurigo come artista e ha condotto il progetto artistico-sociale “Embroiderers of Actuality” spostandosi spesso nei paesi attorno al Mediterraneo.
Dal 2006 ha lavorato per diverse associazioni che si occupano di persone con diversità in Svizzera (PluSport, Procap, Inclusione handicap Ticino) e in Germania (Lebenshilfe) e dal 2010 era responsabile dei gruppi vacanze.
Ha seguito la formazione di arteterapia all’istituto per l’arteterapia umanistica (IHK) di Zurigo, dal metodo di Bettina Egger. Nel 2018 ha ottenuto il diploma LOM (pittura orientata alla soluzione) e nel 2016 il certificato POM (pittura orientata alla persona).
Dal 2017 lavora in qualità di referente per l’accessibilità e l’inclusione presso LAC Lugano Arte e Cultura, collaborando in particolare con il Museo d’Arte della Svizzera italiana (MASI).