Il progetto Crea Spazio è una collaborazione tra LAC Lugano Arte e Cultura, MASI Lugano, l’Atelier Rohling, artisti locali e istituzioni socio-educative della zona di Lugano (OTAF, Asi (Autismo Svizzera Italiana), Fondazione San Gottardo, Fondazione La Fonte, Fondazione Diamante) e mira ad avviare uno scambio sostenibile tra talenti autodidatti con disabilità e professionisti della cultura, al fine di dare un contributo alla vita culturale in Ticino.
Sviluppato presso il MASI Lugano nel corso delle stagioni 2024/25 e 2025/26, tra settembre 2024 e giugno 2026, Crea Spazio nasce dalla collaborazione tra Museo d'arte della Svizzera italiana e l’Atelier Rohling di Berna, con l’obiettivo di promuovere l’inclusione nelle arti visive in Ticino e creare uno spazio di incontro, scambio e sperimentazione tra persone con esperienze e competenze diverse.
Ispirato agli Open Studios del network Lumbung, presentati nell’ambito di Documenta 15, e a partire dall’esperienza dell’Atelier Rohling di Berna, il progetto si fonda sull’idea del lavorare fianco a fianco e del creare insieme, privilegiando pratiche di collaborazione, ascolto e condivisione delle risorse rispetto alle logiche competitive che spesso caratterizzano il mondo dell’arte. Alla base vi è una concezione antropologica e non gerarchica dell’esperienza artistica e la convinzione che siano necessari spazi d’azione nei quali poter sviluppare un confronto aperto sui diversi modi di intendere e percepire l’arte.
Per due anni, un gruppo di circa dieci persone si è incontrato una volta al mese presso il MASI Lugano. Il museo è diventato così un campo di sperimentazione temporaneo, destinato allo scambio, al networking e alla condivisione di esperienze e conoscenze, ma anche alla progettazione di un possibile formato collaborativo a lungo termine. Il progetto ha voluto mettere in luce il museo non soltanto come luogo di conservazione ed esposizione delle opere, ma come uno spazio di condivisione di diverse forme di conoscenza, capace di accogliere prospettive e modalità di esperienza differenti.
Al centro del percorso vi è stato l’incontro tra artisti autodidatti con disabilità intellettiva e artisti professionisti, insieme a curatori, mediatori e altri professionisti della cultura. Attraverso un processo collaborativo, i partecipanti hanno potuto conoscersi, confrontarsi e trarre vantaggio dalle reciproche esperienze, creando una dinamica fondata sulla reciprocità. Da un lato, le persone con disabilità intellettiva hanno ricevuto attenzione, confronto e consigli da parte di artisti affermati, curatori e mediatori; dall’altro, gli artisti e i professionisti coinvolti hanno avuto l'opportunità di mettere in discussione i propri riferimenti estetici e i propri modi di pensare, confrontandosi con i meccanismi di esclusione e con le posizioni che occupano all’interno del sistema dell’arte.
In questo senso, la diversità è stata intesa non come un limite, ma come una risorsa artistica, sociale e culturale. Lo scambio di esperienze e conoscenze ha permesso ai partecipanti di sperimentare nuove modalità di collaborazione e di mettere in discussione modelli di percezione dell’arte e strutture sociali consolidate. L’avvicinamento dei partecipanti al museo ha inoltre prodotto un cambiamento di prospettiva nei confronti della struttura stessa: il MASI è stato vissuto non più soltanto come istituzione culturale, ma come un luogo aperto alla partecipazione, alla relazione e alla produzione condivisa di conoscenza.
Nel corso delle due stagioni, Crea Spazio ha quindi mostrato il potenziale di un approccio collaborativo capace di generare sviluppi inaspettati e di favorire l’emergere di pratiche artistiche innovative. L’obiettivo non era soltanto realizzare un'esperienza temporanea, ma avviare uno scambio sostenibile tra talenti autodidatti con disabilità e professionisti della cultura, contribuendo così alla vita culturale del Ticino e ponendo le basi per una cooperazione futura.
Il progetto si configura pertanto come un esperimento volto a creare uno spazio nel quale esperienze, competenze e forme di conoscenza differenti possano incontrarsi senza una gerarchia prestabilita. Attraverso il lavoro condiviso tra MASI Lugano, Atelier Rohling, artisti autodidatti, artisti professionisti, curatori e mediatori, Crea Spazio ha cercato di costruire un modello di collaborazione a lungo termine e di aprire nuove prospettive sulle strutture sociali, sui meccanismi di inclusione ed esclusione e sui modi in cui l’arte può essere prodotta, condivisa e percepita.
a cura di
Aglaia Haritz
Sophie Brunner
Teresa Maranzano
Partner principale LAC edu
Partner
Atelier Rohling
Da oltre 10 anni, Atelier Rohling sviluppa prospettive di politica culturale orientate alla pratica per l'arte delle persone con disabilità.
Fondata nel 2012, l'organizzazione no-profit da supporto professionale agli artisti con esigenze di assistenza. Rohling fornisce un'infrastruttura nel centro culturale PROGR, gestisce le opere e si occupa dell'amministrazione e della comunicazione esterna. La rete dell'Atelier Rohling si estende oltre i confini nazionali. Il lavoro di lobby a favore degli artisti ha portato, tra l'altro, Clemens Wild a essere il primo artista con disabilità cognitiva a essere accettato nell'associazione professionale Visarte nel 2021. Rohling viene regolarmente citato come esempio di buone pratiche in pubblicazioni e simposi.
MASI Lugano
Il Museo d'arte della Svizzera italiana - di Lugano è nato dall'unione del Museo cantonale d'arte e del Museo d'arte della città di Lugano, entrambe istituzioni pubbliche attive a Lugano da decenni. L'unione delle due istituzioni in un unico museo riflette il fatto che dal 2012 sono sotto un'unica gestione.
Il MASI Lugano è stato fondato nel 2015 e dopo pochi anni era già uno dei musei d'arte più visitati della Svizzera. Costituisce un polo culturale tra il sud e il nord delle Alpi, la Svizzera italiana e tedesca, l'Europa latina e germanica. Nelle sue due sedi - il centro culturale LAC e lo storico Palazzo Reali - offre un ricco programma espositivo, presentazioni mutevoli delle collezioni e un ampio programma didattico multilingue per visitatori di tutte le età. Il programma è completato dalla Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, gestita in collaborazione con il MASI e interamente dedicata all'arte contemporanea.
Kulturinklusiv/Servizio di Cultura inclusiva
Il Servizio di Cultura inclusiva di Pro Infirmis è il centro di competenza per la cultura inclusiva in Svizzera. Il centro vede l'inclusione come un valore aggiunto e un processo sociale che aiuta ad avviare e sostenere nel settore culturale in tutta la Svizzera. Il centro specializzato in cultura inclusiva di Pro Infirmis consiglia i partner del marchio e le parti interessate sulle loro misure di inclusione, li mette in rete con i partner del settore culturale e sociale e facilita un trasferimento sostenibile delle conoscenze attraverso i suoi prodotti di comunicazione. Fornisce inoltre consulenza alle organizzazioni finanziatrici del settore culturale e sociale.
Mirarts
Dal 2008, Mir'arts sostiene circa 30 artisti che lavorano in vari studi in Svizzera. Mir'arts organizza mostre, fa incontrare questi artisti con professionisti dell'arte, li fa conoscere al pubblico e ai media e ne difende i diritti d'autore.