mercoledì 16 marzo

Sala Teatro

  • Mascherina obbligatoria
    (> 12 anni)
  • Tracciabilità garantita

Simone Rubino, percussioni

Peter Sadlo
Variations on Fuga C II per solo di percussioni

Tan Dun
3 cadenze per solo di percussioni

Keiko Abe
The Wave, per marimba e ensemble di percussioni

Casey Cangelosi
Bad Touch per solo di percussioni ed elettronica

Jakob Brenner
nuova commissione per body percussion

Minoru Miki
Marimba Spiritual, per marimba e ensemble di percussioni

«Grazie alla collaborazione con i compositori riusciamo a far evolvere la tecnica delle percussioni, un processo ancora tutto in evoluzione. Non è come per il violino, la cui tecnica è stata messa a punto già con Paganini. Con le percussioni può accadere che domani arrivi un bambino talentuoso e riesca a fare qualcosa che finora non si è mai sentito. Quindi sicuramente i compositori aiutano a rompere i limiti tecnici che tuttora esistono. Limiti tecnici e musicali perché esprimere qualcosa nella musica con uno strumento, ad esempio il pianoforte, è completamente diverso che esprimerlo con le percussioni, o con la marimba. Si tratta quindi di trovare la “lingua” – se possiamo dirlo metaforicamente – più adatta che aiuti a esprimere l’idea o i colori musicali che un compositore vuole».

Nato a Torino nel 1993, Premio Abbiati della critica italiana come migliore musicista del 2017, Simone Rubino ha saputo trasformare le percussioni in uno strumento solista, grazie a un’incredibile energia e a un entusiasmo raggiante. Premi e collaborazioni prestigiose ne hanno fatto un assoluto riferimento, tanto da divenire dedicatario di nuove composizioni e contribuendo a far conoscere un repertorio in cui il ritmo è l’elemento più spiccato. Per lui hanno scritto Avner Dorman, Carlo Boccadoro, Roberto Bocca, Adriano Gaglianello e Aziza Sadikova. Conoscitore di tutti i generi, dal barocco al jazz, rivendica il ritorno all’improvvisazione e sostiene la necessità di uno studio rigoroso della partitura. La musica contemporanea è il suo linguaggio di elezione, un linguaggio che evolve insieme allo strumento che, sin da bambino, ha scelto per le sue inesauribili possibilità tecniche ed espressive.
A Lugano arriva con un programma di brani contemporanei per ogni sorta di strumenti a percussione, dalla marimba fino al corpo stesso.