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Teatrostudio

direzione e coreografia Alessio Maria Romano

di e con A.M.R., Giulio Cavallini, Filippo Porro e Isacco Venturini

luci Matteo Crespi

costumi Margherita Baldoni

tecnico Giuliano Almerighi

Cat. prezzo K

In collaborazione con 
Hotel de la Paix

A.M.R. company

Studio numero 0 / Dis-persi prima TANZ

LuganoInScenaDanza

Come ti senti?
Perso, anzi dis-perso,
a pezzi.
Cerco e non trovo.
Non vedo ma desidero.
Corro, cado ma continuo.
Stanco, sogno e forse danzo.
Tu, mi vedi?

Dispersi è l’inizio di un progetto di ricerca: un incontro fra corpi e pensieri differenti. Ho deciso di riunire alcuni miei allievi e con loro intraprendere una ricerca fatta di parola, movimento e ricordo. Due generazioni a confronto. Sentivo il forte bisogno di comprendere, al di là dalla nostra relazione pedagogica, quale fosse il loro reale desiderio di “muovere” corpo e pensiero. Sentivo la necessità di doverli conoscere e scoprire diversamente.
Ognuno ha cercato una sua “danza”, una sua favola e così abbiamo iniziato a danzare e raccontarla in qualsiasi luogo, nella propria solitudine.
Siamo stati in spazi architettonici e naturali, qualche volta abbandonati altre volte no, durante diversi momenti del giorno e della notte, in situazioni all’aperto e in spazi chiusi. Abbiamo osservato, fotografato, ripreso e poi raccontato. Così, alla fine, chiusi in una piccola sala, ognuno di noi ha cercato un modo di “muovere ed essere con il corpo, al di là di stili e tecniche”. Abbiamo forzato la nostra solitudine per scoprire, forse, la reale necessità dell’altro spesso vicino ma invisibile. Ognuno di noi ha provato a raccontare i propri desideri.
Prima tanz. Un gruppo di uomini muove “pensiero e corpo” in un’azione continua al confine fra un mondo reale ed uno onirico. I movimenti sono frammentati. I pensieri finiscono in pezzi, privi di un ordine e di un senso, tesi alla ricerca di un contatto e di una qualche possibilità comunicativa. In una società dove l’individuo è ossessionato dalla prestazione, dalla competizione, dal risultato e dall’iperattività, abbiamo cercato una nostra “prima tanz”, ovvero un linguaggio, forse simile a una favola dimenticata, al confine con una fragilità e un “non lo so”. Semplici azioni per lo spazio: camminare, correre, piegarsi, saltare, abbracciare, spingere. Corpi e azioni. I quattro uomini cercano, si fermano e pongono alcune domande, ma per il resto ripetono e ripetono azioni come fossero alla ricerca di un rito dimenticato. Oggi, invasi dall’ossessione della perfezione e dalla continua richiesta di “bellezza” e di “senso”, ci siamo chiesti come poter “stare” lì, in quel presente e in quel luogo, soli, divisi, persi, frammentati, alla ricerca di altro e altri e di un piccolo, proprio desiderio e forse di una semplice unità”. (Alessio Maria Romano)

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