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Sala Teatro

LuganoInScena 
2015/2016

produzione Fondazione Teatro Due, Teatro Stabile di Genova


Sponsor della stagione in apponamento
Clinica Luganese

regia di Filippo Dini

con Filippo Dini, Sara Bertelà, Nicola Pannelli, Gianluca Gobbi, Orietta Notari, Valeria Angelozzi, Ivan Zerbinati, Ilaria Falini e Fulvio Pepe

musiche Arturo Annecchino e Luca Annessi

scene e costumi Laura Benzi

luci Pasquale Mari

assistente alla regia Carlo Orlando

traduzione di Danilo Macrì

Ivanov

di Anton Čechov

LuganoInScenaTeatro

“Ivanov” è la prima delle grandi opere teatrali di Anton Čechov, scritta nel 1887, all’età di 27 anni.

Spettacolo in abbonamento 

La pièce racconta l’ultimo anno di vita di un uomo che si trova a fare i conti con la propria incapacità di vivere, la sua inadeguatezza verso il mondo che lo circonda e l’irrimediabile perdita di ogni speranza nei confronti della vita. La commedia è la sua lotta contro ognuna di queste forze che lo ostacolano quotidianamente nei rapporti con i suoi amici, con i suoi nemici, con sua moglie.

Essendo una commedia scritta in età giovanile, “Ivanov” possiede una portata dirompente di emotività, di divertimento e di erotismo che la rendono carica di un fascino irresistibile. La sua poetica si esprime a tinte forti, e la violenza delle situazioni e dei rapporti esplode con brutalità, fino alla morte. 

“Di Ivanov si è detto e scritto moltissimo, e si è insistito sull’incapacità del protagonista di gestire i rapporti sociali e sentimentali, sul suo male di vivere e la sua insoddisfazione patologica, in breve si è molto discusso della sua depressione. Tutto ciò credo ci abbia un po’ allontanato dalla comprensione della sua vera natura.

Ivanov trascina tutti nel tunnel nero dell’inattività, della paralisi mentale e spirituale, tutti lottano contro di lui o tentano di guarirlo, fino all’estremo sacrificio. Ivanov è il virus letale della sua società, è il simbolo della malattia che si genera all’interno di quel ristretto gruppo di esseri umani che agiscono nella commedia. Ivanov è al tempo stesso anche la cura del suo mondo, in quanto mette tutti di fronte a se stessi, ai propri limiti, alla propria povertà, dando ad ognuno l’occasione per la salvezza personale. Ogni personaggio si pone in relazione a lui secondo le proprie capacità o la propria propensione; nessuno rimane estraneo a questo confronto. […] Čechov ci esorta a confrontarci con lui costantemente. Instaurare un dialogo con il nostro Ivanov, quello dentro di noi, mettersi in relazione con lui, capire bene chi è, osservarlo, comprendere qual è la nostra attitudine nei suoi riguardi, rappresenta la provocazione che Čechov ci propone.” (Filippo Dini, regista) 

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