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Mercoledì
29 aprile

20:30

Sala Teatro

ispirato ai testi di Eraclito, Omero, Eschilo, Sofocle, Euripide, Antico e Nuovo Testamento, Friedrich Nietzsche, René Girard, Giuseppe Fornari

progetto e drammaturgia
Angela Demattè e Carmelo Rifici

regia
Carmelo Rifici

con
Caterina Carpio, Giovanni Crippa, Angela Demattè, Zeno Gabaglio, Vincenzo Giordano, Tindaro Granata, Igor Horvat, Francesca Porrini, Edoardo Ribatto, Giorgia Senesi, Anahì Traversi

scene
Margherita Palli

costumi
Margherita Baldoni

musiche
Zeno Gabaglio

disegno luci
Jean-Luc Chanonat

progetto visivo
Dimitrios Statiris

produzione
LAC Lugano Arte e Cultura

in coproduzione con
Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa e Azimut

in collaborazione con
Spoleto Festival dei Due Mondi, Theater Chur

con il sostegno di
Pro Helvetia, Fondazione svizzera per la cultura

Sponsor di produzione e coproduzione

Foto: Masiar Pasquali

Ifigenia, liberata

progetto e drammaturgia di Angela Demattè e Carmelo Rifici

LAC FactoryLa scena svizzera

Ifigenia, liberata è solo l’inizio dell’indagine che Carmelo Rifici, insieme alla drammaturga Angela Demattè, propone allo spettatore, chiamando, Eraclito, Omero, Eschilo, Sofocle, Euripide, René Girard, Antico e Nuovo Testamento a fornire storie e riflessioni sulla vera protagonista del lavoro: la violenza dell’uomo come realtà inestirpabile e mistero senza fine.

“Lo spettacolo - ha dichiarato il regista - nasce dall’esigenza di indagare, ancora una volta, come un leitmotiv dei miei ultimi lavori, l’uso della violenza, sia a livello macroscopico sia nel microcosmo familiare. Ciò che mi inquieta fortemente è l’ineliminabile caratteristica dell’essere umano di distruggere, di chiudere. Nella sua continua evoluzione tecnologica e scientifica la nostra specie non ha mai fatto a meno delle guerre, del sangue, della sopraffazione. Perché? Ancora oggi gli uomini cedono alla violenza, non trovano altro modo per combatterla se non usandola a loro volta, sempre in nome di un padre da vendicare, di un territorio da difendere, di un Dio a cui obbedire. E mentre il

mondo è sempre più occupato a prendersi cura delle proprie vittime, le vittime non accennano a diminuire. Ifigenia, liberata tenterà di svelare l’annosa questione della nostra natura violenta.”

Lo spettacolo intende, grazie alla scena di Margherita Palli, ricostruire uno spazio della condivisione. Sul modello del simposio platonico, attori, tecnici e spettatori si ritrovano a discutere su cosa sia il sacrificio, esponendo differenti teorie e tentativi di analisi.

Guidano questo convivio un regista e una drammaturga che danno al pubblico degli strumenti di approfondimento, grazie a spiegazioni che non sono mai didascaliche ma utili a ricreare un ponte tra palcoscenico e platea, una grammatica comune, codici di comprensione Lo spettacolo non ha la pretesa di dare risposte, ma nello stesso tempo non può sottrarsi dal dire che la specie umana si è trovata più volte nella situazione di poter “afferrare” la propria libertà, grazie alle leggi di Atena, alle parole dei filosofi, Platone ed Eraclito in primis, al libero arbitrio portato dal Cristo.

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Prismatica. Gioare con la luce
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