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Martedì
25 febbraio
20:30


25–26.02

Date e orari
ore 20:3025.02,
ore 20:3026.02,

KDurata1h 10' senza intervallo

Sala Teatro

testo
Emanuele Conte

regia
Emanuele Conte e Michela Lucenti

coreografie
Michela Lucenti

impianto scenico
Emanuele Conte

luci
Andrea Torazza

costumi
Daniela De Blasio

rielaborazioni musicali
Massimo Calcagno

collaborazione al testo
Elisa D'andrea, Luigi Ferrando

assistenti alla regia
Alessio Aronne, Natalia Vallebona, Ambra Chiarello

con
Michela Lucenti, Maurizio Camilli, Emanuela Serra, Filippo Porro, Alessandro Pallecchi, Simone Zambelli, Aristide Rontini, Lisa Galantini, Enrico Casale

direttore di scena
Roberto D'Aversa

elettricista
Davide Bellavia

macchinista
Fabrizio Camba

attrezzista
Renza Tarantino

sarta
Anna Romano

produzione
Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse, Balletto Civile Artisti In Piazza - Pennabilli Festival

AXTO oratorio per corpi e voci dal labirinto

 

Il corpo in scenaABO Contemporaneo

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Axto oratorio per corpi e voce dal labirinto è un lavoro che indaga il celebre mito del Minotauro, frutto della collaborazione tra il regista Emanuele Conte e la coreografa Michela Lucenti, due artisti con background apparentemente lontani e differenti, qui autori di una ricerca comune su possibili nuovi linguaggi e forme artistiche.

Un lavoro in cui la compagnia di danzatori, attori e cantanti del Teatro della Tosse e di Balletto Civile danno corpo e voce ad un racconto epico e familiare ambientato in un allestimento scenico, concepito da Emanuele Conte, che evoca la forma di una casa, un appartamento che appare appena riemerso, insieme a pochi mobili e suppellettili, dal fango di una alluvione devastante.

Ma cosa è il labirinto? Un posto in cui perdersi o un luogo in cui nascondere quello che ci fa paura? Una prigione, un manicomio o un’isola? Axto ci invita ad entrare nel labirinto che si fa metafora del cervello umano, un luogo in cui e possibile perdersi, in cui è meglio far scorrere un filo rosso per aiutarci a ritrovare l’uscita o, forse, l’entrata. Un lavoro che parla di solitudine e di muri, di barriere che anziché proteggerci consolidano un possibile isolamento.

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